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Opinioni e commenti
 

Idv, l’ex Consigliere Nanni confessa ai pm: convegni fantasma per coprire cene e partecipazioni tv
Pubblicato il 02-11-2012


Si sarebbe dovuto discutere di temi importanti come casa, mobilità e servizi sociali: peccato che quei convegni non abbiamo mai avuto luogo. È quanto ha ammesso dall’ex consigliere regionale dell’Idv, Paolo Nanni, affermando che buona parte dei convegni da lui stesso organizzati tra il 2005 e il 2010, e pagati coi soldi del gruppo, erano inventati di sana pianta. Non si sono mai svolti e le locandine venivano realizzate a posteriori dallo stesso Nanni. La confessione è arrivata ieri pomeriggio durante il lungo interrogatorio di sette ore, di fronte al pm Antonella Scandellari e agli ufficiali della Guardia di Finanza. I militari hanno spulciato le note spese e i giustificativi presentati da Nanni per spiegare le spese fatte con il budget del gruppo consiliare dell’Idv, di cui era l’unico componente, nel mandato 2005-2010.

IL “SISTEMA” – I convegni creati ad hoc servivano, stando a quanto avrebbe spiegato ieri Nanni agli inquirenti, per giustificare le spese delle cene a cui partecipavano, di solito, numerosi commensali, oppure per “mascherare” le spese sostenute per partecipazioni televisive. Il sistema di confezionare le locandine a posteriori era «la prassi», ha chiarito Nanni, senza specificare se si riferisse al suo gruppo o anche ad altri. Il tema verrà probabilmente approfondito nel prossimo interrogatorio. Ieri, intanto, il pm Scadellari e la Gdf hanno chiesto conto a Nanni delle sue spese fattura per fattura. E gli esempi di convegni ed eventi fasulli emersi, quasi tutti preceduti da cene vere, sembrano essere tanti. Si parte dal convegno del settembre 2005 dal tema “La mobilità nella nostra regione”: un convegno che non si è mai svolto, con la locandina creata a posteriori per rendere più presentabile, agli occhi dei revisori dei conti, il conto della relativa cena abbinata al convegno.

“A PROPOSITO DI POLITICA, CHE SI MANGIA?” – Stesso “sistema” venne applicato da Nanni per il convegno “Problemi della casa”, che risale al 2006: questo evento non si è mai tenuto, ha spiegato Nanni, aggiungendo che la fattura si riferiva a un suo intervento televisivo. Sempre nel 2006, spunta una cena con 60 coperti, un conto che supera i 2000 euro. Agli inquirenti che hanno chiesto all’ex consigliere dell’Idv di Di Pietro di cosa si fosse trattato, Nanni avrebbe risposto così: «Se c’ero, si sarà parlato di politica». Ancora nel 2006, Nanni ha ammesso di aver creato a tavolino la locandina del convegno “La logistica dei servizi sociali in Emilia-Romagna”, mai tenutosi.

LE PARTECIPAZIONI TELEVISIVE A PAGAMAENTO – A volte, ha poi spiegato Nanni durante l’interrogatorio, gli eventi o i convegno inventati servivano in realtà a coprire i soldi spesi per delle sue partecipazioni televisive. E’ il caso, ad esempio, di una fattura datata 2006 relativa ad un evento sulla legalità che si sarebbe tenuto nella sede dell’emittente televisiva Sette Gold. In realtà, ha spiegato Nanni, questo fantomatico evento sarebbe servito a camuffare una sua partecipazione alla trasmissione “Sette in punto”, allora presentata da Emanuele Righi. Il perché di questo “giro”, chiarifica Nanni, trova spiegazione nel fatto che «alcune emittenti televisive non ritenevano opportuno esporre in fattura la partecipazione di politici che pagavano». Insomma, anziché fare una fattura da cui si capiva che il politico doveva pagare per andare in tv, meglio inventarsi un “evento” televisivo di facciata. Proprio questo tema, del resto, è finito al centro di un’inchiesta della Procura e ha scatenato un intervento dell’Autority delle telecomunicazione contro i giornalisti e le emittenti che si sono fatte pagare per le interviste. La somma degli importi relativi alle cene e ai convegni fantasma ammessi ieri da Nanni è di qualche decina di migliaia di euro. Una cifra di ben altro calibro rispetto ai 450.000 euro che risultatano spesi dal gruppo Idv nel mandato 2005-2010. L’interrogatorio di Nanni riprenderà nei prossimi giorni: l’accusa mossa dalla Procura a Nanni è quella di peculato, ma è un’imputazione provvisoria che potrebbe trasformarsi, forse, in truffa.

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