martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il giovane guru economico di Renzi Marattin e quell’attacco omofobo a Vendola
Pubblicato il 02-11-2012


«Nichi, per usare il tuo linguaggio, ma va prosaicamente ad elargire il tuo orifizio anale in maniera totale e indiscriminata». Un post decisamente incivile e omofobo che richiama l’attitudine e certe battute che l’Italia e il mondo hanno imparato a conoscere, purtroppo, molto bene. E sì, perché nonostante la sua militanza tra le fila dei sostenitori di Matteo Renzi, l’assessore al bilancio di Ferrara, Luigi Marattin, con le sue affermazioni, sembra condividere lo stesso orizzonte di valori e di approccio di un certo centrodestra che ha squalificato l’immagine stessa della politica aprendo la strada al populismo. Insomma, eccolo qui un altro bel giovanotto, di quelli del “largo ai giovani” del sindaco di Firenze che dovrebbero cambiare in meglio l’Italia. Le “esternazioni” di Marattin sono arrivate in risposta ad un’analisi politica di Nichi Vendola che, ospite a La7, aveva espresso la sua opinione: «Renzi perderà le primarie anche perché ha come modello Tony Blair la figura più fallimentare della sinistra europea che ha sempre perso e fatto perdere».

UN LORD INGLESE – Non c’è dubbio, per articolare un pensiero come quello del giovane Marattin, classe 1979, vuol dire che certe idee devono proprio essere convinzioni radicate, così come l’inclinazione a reazioni frettolose, senza nemmeno l’intelligenza di comprendere le conseguenze politiche. Forse un comportamento da palestra della Roma squadrista, ma da un assessore al bilancio della civile Emilia Romagna davvero non ce lo si aspetta. Si presenta bene il signor Marattin: sul suo sito personale ostenta un curriculum fatto di studi negli Stati Uniti, in Inghilterra, master, titoli e qualifiche. Eppure, a giudicare dalle sue parole, Luigi Marattin sembra non aver imparato molto dello spirito e della civiltà anglosassoni, celando dietro le foto da giovane dinamico renziano, camicia e cravatta, un “io” un po’ meno presentabile.

NON MI SCUSO – La notizia del “cinguettio” ci ha messo poco a circolare. E Marattin, di fronte alle prime reazioni, afferma: «Non ho alcuna intenzione di scusarmi». E poi ribadisce: «Vendola ha fatto un’affermazione fuori luogo e non veritiera e pertanto l’ho mandato a dare via il sedere senza usare parolacce cosa che avrei accettato anche se fosse stata rivolta a me». Poi il capolavoro: «Se invece si tira in ballo l’omosessualità di Vendola la cosa diventa molto grave perché presuppone che un omosessuale debba appartenere ad una categoria “protetta” in virtù di una disabilità. Io non la penso così». Insomma oltre che dei modi, in tanti anni di studi in Inghilterra, l’assessore sembra non aver capito molto nemmeno del pragmatismo e del savoir-faire. Invece, pare che il vizietto della peggiore classe politica italiana che Marattin vorrebbe, proprio lui, “rottamare” l’assessore lo conosca a memoria. Resosi conto, fuori tempo massimo, della gaffe imperdonabile, l’assessore compie una bella inversione a “U” che cerca di mascherare, miseramente, con la sua visione “aperta e “progressista”, tirando addirittura in ballo religione e colore della pelle: «D’istinto ho scritto un post duro, che può essere considerato volgare. Me ne scuso, se ho offeso sensibilità di qualcuno. Ci tengo solo a precisare una cosa: sarei a mia volta offeso se qualcuno collegasse il mio post ai gusti sessuali di Vendola. Per me le preferenze sessuali (così come le fedi religiose, il sesso, il colore della pelle, ecc.) non sono caratteristiche che devono in alcun modo condizionare chi voglia esprimere opinioni (anche se dure, come nel mio caso) su una persona. In ogni caso, ho senza dubbio esagerato col linguaggio, e me ne scuso». Ma non basta. Marattin, infatti, supera se stesso: prima cerca di cancellare il post, fortunatamente immortalato con uno screenshot dallo staff di Vendola, e poi afferma addirittura che si sarebbe trattato di un «tono scherzoso». Altro che gentleman.

IL PD SI DISSOCIA CON FORZA DAL RENZIANO MARATTIN- «L’unico, e ineludibile, passo che possa ridare dignità al nostro partito e allo stesso assessore ferrarese sono le dimissioni: se non le ha già rassegnate, mi auguro lo faccia rapidamente». A scriverlo, sul sito del Pd, è Marco Meloni, membro della Segreteria nazionale del Pd e assessore regionale in Sardegna. Meloni ribadisce che «non ci possono essere dubbi, quelle usate da Marattin, che ricordano gli improperi e il linguaggio squadrista e omofobo della destra postfascista e leghista, sono inaccettabili e incompatibili con funzioni istituzionali di grande rilievo, tanto più in rappresentanza del PD», porgendo le sue scuse a Nichi Vendola «a nome del Partito Democratico, le scuse più accorate a Vendola, a Sel, nonché a tutti i nostri militanti ed elettori».

MARATTIN UN ESEMPIO PER RENZI – Dopo quanto successo sembra difficile a credersi, ma Luigi Marattin è un professore universitario di Economia Politica all’Università di Bologna, oltre che assessore al bilancio del Comune di Ferrara e colonna, sin dall’inizio, della campagna elettorale di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze che si presenta come il “rottamatore”, sul palco di Cesena pochi giorni fa, durante il suo tour, aveva citato le teorie e analisi di Marattin come riferimento per elaborare un linea. Napoletano, classe 1979, Mattarin esibisce un curriculum di prestigio nell’ambito dell’economia politica, in cui spicca anche l’assegnazione della famosa borsa di studio “Fulbright”.

IORIO (PSI), «INSOPPORTABILE INCLINAZIONE OMOFOBICA»  – «Il  becero post scritto su  Facebook  dall’Assessore al bilancio del Comune di Ferrara Luigi Marattin, sostenitore di Matteo Renzi, in cui apostrofa Nichi Vendola con le testuali parole “ma và a elargire prosaicamente il tuo orifizio anale in maniera totale e indiscriminata”, denuncia un’insopportabile inclinazione omofobica e non è nè spiritoso nè divertente». Così Luigi Iorio, coordinatore dei circoli socialisti per Bersani.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

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@robbocap

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