domenica, 19 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il ticket Grillo-Di Pietro? Nencini (Psi):«Una boutade che può durare massimo 24 ore»
Pubblicato il 03-11-2012


Crescono i malumori nel partito di Antonio di Pietro e aumentano i dubbi all’interno del movimento cinque stelle di Peppe Grillo. In questo crescendo di malcontento, avanza anche la possibilità di un “ticket” tra i due leader, in seguito a due eventi recenti: il primo è l’intervista al “Fatto quotidiano” in cui il numero uno dell’Idv dà per morto il suo partito. Il secondo accadimento si riferisce alla dedica di Beppe Grillo a Di Pietro, in cui il comico genovese esalta le sue qualità di «uomo onesto» immaginandolo ideale al Quirinale. Mentre a Palazzo Chigi, vedrebbe bene, guarda caso.. se stesso. Dopo queste esternazioni di Grillo, ovviamente contenute nel suo blog, il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani ha prontamente bocciato l’idea, spiegando di non ritenerla «utile al Paese». Parere contrario anche quello del segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini che all’Avanti! in modo lapidario ha avvisato: «Non succederà mai che l’Italia si affidi alla coppia più antiliberale dei tempi moderni».

Nencini, l’eventualità di un ticket fra Beppe Grillo e Antonio Di Pietro l’ha definita facendo riferimento alla trama “Il marchese del Grillo” di Mario Monicelli.

Beppe Marchese del Grillo ha finalmente trovato il suo sosia Gasperino da mandare prima nel palazzo, per poi vederlo finire sul patibolo.

Cosa intende per patibolo?

Ovviamente lo scopo di Beppe Grillo è quello di fagocitare sia ciò che resta del movimento politico di Di Pietro, sia i suoi elettori.

Anche il segretario Pd, Pier Luigi Bersani ha prontamente bocciato l’eventualità di un ticket Grillo-Di Pietro.

Questa eventualità mi sembra essere una boutade che può stare in piedi 24 ore. Quale Stato potrebbe darsi due consoli di questa natura? Io penso nessuno.

Il ticket sembra oramai l’ultimo salvagente al quale si aggrappano gli uomini politici alla deriva.

Grillo non è alla deriva. Si tratta del suo primo tentativo di distrarre elettori dal partito di Di Pietro. Mentre lo scopo del leader dell’Italia dei valori è quello di tentare di uscire dall’angolo. È una sorta di mutuo soccorso che fa precipitare il Paese nel ridicolo.

Sia Di Pietro che Grillo sono percepiti come traditori dai loro stessi sostenitori.

Hanno ragione, perché dichiarano tutto e il contrario di tutto. Mark Twain sosteneva che: «Ci sono persone che hanno un’idea quando sono in piedi e una quando sono sedute».

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Solo un ritorno alla “Politica” pura e semplice, fatta di ideali e passione e che ritrovi il gusto del servire il bene comune, può essere la strada per migliorare il nostro paese. Nella prima repubblica (cosidetta) ci sono state ottime cose ed errori gravissimi uniti a diverse colpe; questo in 46 anni di storia. Dopo soli 18 anni di (cosidetta) seconda repubblica, al netto della crisi e degli errori del passato, siamo in una situazione critica. Perchè la politica di questi anni (figlia dell’ antipolitica del ’92) è stata scadente (ed oltretutto rubano molto più di prima… ma forse non si può dire). Dopo Berlusconi, Bossi, Di Pietro ora ci si affida a Grillo… che dire: chi è causa del suo mal…. Auguriamoci tempi migliori e sempre Avanti!

  2. sono pienamente d’accordo perchè la sola proposta reciproca , fra Grillo e Di Pietro, di comprensione e sostegno in direzione di poteri democratici da conquistare, mi fa venire i brividi . Gli elettori hanno purtroppo dimostrato di seguire anche spesso delle fandonie avanzate come proposte di rinnovamento. Penso che Dante si rigirerebbe nella tomba ricordando che l’Italia in quel caso sarebbe ” non donna di province ma bordello ” Sono anche d’accordo con la proposta di alleanza con Casini anche se si tratta di sintonizzarla con quella già stretta , forse senza precisa chiarezza dei punti in comune , con Vendola. Ribadisco che Renzi è una risorsa che può ripulire il PD dai residui del centralismo burocratico e dargli un connotato riformista moderno come vuole Bersani. Questi quindi è aiutato nei fatti a realizzare la sua politica e probabilmente vince anche per questa ragione anche se attaccato a parole dal Renzi stesso che bisogna sempre interpretare al netto del bel toscanismo polemico e dell’influenza dei media moderni. giuseppe fontana

Lascia un commento