lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva, a un passo dalla chiusura è braccio di ferro tra azienda e magistratura
Pubblicato il 12-11-2012


L’Ilva è ad un passo dalla chiusura. Il braccio di ferro ingaggiato con la magistratura jonica sembra essersi spinto oltre il livello di guardia. Ben al di là di quanto sia logico immaginare in uno Stato di diritto. A Taranto le relazioni industriali si declinano, ormai, attraverso l’originale schema dello scontro permanente. Nella città dei due mari vige la logica del tutti contro tutti. Le possibilità, a questo punto, che possa ricercarsi una sintesi tra quanto auspicato dall’azienda (il dissequestro delle aree sottoposte a fermo giudiziario per poter ottemperare al piano d’investimento richiesto dal ministro Clini) e la decisione assunta dai custodi giudiziari (l’Ilva, a partire dai prossimi giorni, non potrà utilizzare più di 15000 tonnellate di materiale per volta) appaiono pressoché nulle.

POCHE SOLUZIONI ALL’ORIZZONTE – La famiglia Riva spera in un intervento del governo per dipanare una matassa a dir poco ingarbugliata. Spera di tirarsi fuori dall’angolo nel quale i dati epidemiologici dello studio “Sentieri” l’hanno confinata. Gli restano soltanto queste adesso che anche il sindacato le ha voltato le spalle. In caso contrario, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa chiuderà battenti. Magari per delocalizzare gli impianti altrove: si parla, sempre con più insistenza, della Libia e dell’Albania. La nuova Autorizzazione integrata ambientale, emanata dal ministero dell’Ambiente lo scorso 17 di ottobre, non ha sortito alcun effetto. Anzi, un risultato lo ha raggiunto: quello di acuire ulteriormente lo scontro tra governo e autorità giudiziaria. Tornare indietro appare difficile.

RICATTO O ARROGANZA? – L’Ilva non ha alcuna intenzione di rendere gli impianti ecocompatibili: “Niente investimenti se calano i profitti e l’azienda esce fuori mercato”, ripete ossessivamente il presidente Bruno Ferrante. Una maniera, questa, neanche troppo velata per agitare lo spauracchio del ricatto occupazionale e chiedere il conto al ministro Clini. Si spera in un ricorso del Governo presso la Corte Costituzionale per indurre a più miti consigli la Procura tarantina. Chiamasi tutto questo ricatto o arroganza da potere? Di certo alla storiella che a Taranto salute e lavoro possano coesistere non crede più nessuno.

Vincenzo Carriero

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Commenti all'articolo
  1. “L’Ilva non ha alcuna intenzione di rendere gli impianti ecocompatibili”
    Bisognerebbe cercare di capirsi: una autorizzazione che dice che gli impianti sono in regola l’azienda ce l’ha, sostituita ora dall’Aia “condizionata”.
    Che non possa fare alcun intervento su impianti sottoposti a sequestro pare evidente.
    Che qualche certezza sul futuro qualcuno dovrebbe garantirla (mentre sia Bonelli che Vendola che la Fiom dicono già che l’aia è insufficiente e la magistratura ha già detto di no) sembrerebbe altrettanto evidente.
    Purtroppo a Taranto pensano che tornerà lo stato con i sussidi e quindi l’annientamento dell’azienda non interessa.

  2. “L’Ilva non ha alcuna intenzione di rendere gli impianti ecocompatibili”
    Non è vero.
    L’azienda ha presentato al ministero in data 9/11/2012 il piano degli interventi per l’attuazione dell’aia rilasciata il 17/10.
    E già questo basterebbe. Il ministero si è preso una settimana di tempo per esaminare il piano, ma è ben chiaro a tutti che gli interventi non potranno essere realizzati senza il “permesso” della magistratura, visto che gli impianti sono sotto sequestro e quindi l’azienda non ne può in alcun modo disporre.

    • Riva aveva garantito l’installazione di centraline per rilevare le polveri entro il 30 Settembre 2012 e non lo ha fatto. Dagli anni 90 che subisce denunce e condanne e sen’è sempre fregato dei morti e dei malati risolvendo con mazzette a destra e a sinistra. Sei rimasto solo tu a credere a Riva e forse perchè sei un operaio che è più preoccupato di perdere il suo stipendio che di causare la morte e la malattia ad un’intera città e provincia a donne uomini e bambini. Se poi sei di Genova vergognati e basta. Pensare al proprio orticello ormai non basta più anche perchè con ogni probabilità rischia di essere inquinato anche quello.

  3. Mi scusi Sig. Gianni , vorrei sapere Lei dove vive , perchè sicuramente non sa che gli impianti ” sequestrati” continuano tranquillamente a produrre , non sono assolutamente fermi anzi….

    • tranquillamente mica tanto, comunque per questo deve rivolgersi ai custodi, chieda a chiunque pratichi giurisprudenza e le confermerà che gli unici titolati a disporre di un impianto sotto sequestro sono i custodi nei limiti del mandato ricevuto dal giudice

  4. Chi afferma che Riva possa spendere nei prossimi due o tre anni alcuni miliardi per ottemperare alle richieste di risanamento,mantenendo il livello occupazionale attuale,con impianti fermi senza produrre e uscendo conseguentemente dal mercato,o è un ingenuo sognatore o è in malafede.Non tenere conto che,in questo lungo periodo di crisi del lavoro con conseguente tragica disoccupazione nell’area di Taranto,significa distruggere completamente la vita sociale ed economica della città.Dopo aver sopportato ,senza battere ciglio, un inquinamento che ha avvelenato il territorio per 40 anni,opporsi oggi al risanamento per due o tre anni degli impianti con questi in marcia,auspicando la chiusura di uno stabilimento che assicura lavoro a 15.000 famiglie,è semplicemente una follia.Ci si ammala e si muore anche per mancanza di lavoro oltre che per inquinamento.

    • Direi che la sentenza di morte (Taranto, ma non solo) è ovvia da quando i processi si fanno in televisione e la politica industriale si fa in piazza.
      Inutile scaldarsi in discussioni che rischiano solo di apparire, come in effetti sono, faziose e inconcludenti.
      Qualche lustro fa i giudici facevano i giudici, i ministri idem, e qualche importanza si attribuiva al parere dei tecnici; nessuno dubitava della scienza.
      Adesso dobbiamo accontentarci della d.ssa (in cosa?) R.M. che dalla sua comoda poltrona alla ASL straparla del raddoppio dei tumori 2012 su 2011.
      Rassegnamoci, un paese così non ce la può fare e forse è giusto che scompaia sommerso dai barbari.

    • Direi che la sentenza di morte (Taranto, ma non solo) è ovvia da quando i processi si fanno in televisione e la politica industriale si fa in piazza.
      Inutile scaldarsi in discussioni che rischiano solo di apparire, come in effetti sono, faziose e inconcludenti.
      Qualche lustro fa i giudici facevano i giudici, i ministri idem, e qualche importanza si attribuiva al parere dei tecnici; nessuno dubitava della scienza.
      Adesso dobbiamo accontentarci della d.ssa (in cosa?) R.M. che dalla sua comoda poltrona alla ASL straparla del raddoppio dei tumori 2012 su 2011.
      Rassegnamoci, un paese così non ce la può fare e forse è giusto che scompaia sommerso dai barbari.

  5. Leggo da chi mi ha preceduto che, l’Ilva avrebbe presentato un piano industriale e che, il medesimo, per quanto concerne la sua attuazione, al dissequestro degli impianti. Vorrei precisare che, nonostante il sequestro della magistratura, gli impianti dell’Ilva continuano a produrre a pieno ritmo, come se niente fosse. Non c’è stata alcuna riduzione ed ancora nessuna operazione di sequestro reale degli impianti medesimi, nonostante le notizie che filtrano a livello di stampa e tg nazionali!!! Inviterei, tutti coloro che, legittimanente, lasciano la propria riflessione, di informarsi bene e, scopriranno come stanno le cose. Inviterei, inoltre, tutti quanti a rileggersi i dati dello Studio SENTIERI che, furono resi noti, solo dopo aver rilasciato l’AIA (che ricordo essere un provvedimento amministrativo e che nulla può, da un punto di vista giurdico, con il perseguimento dei reati, in questo caso del reato di disastro ambientale, da parte della magistratura). Alle mie riflessioni, preferisco, allegare un passaggio dello Studio sopra menzionato ( il quale ricordo, almeno sino al 2008, era stato consegnato alla Procura di Taranto, nel mese di Marzo, vedasi ordinanza del GIP e, quindi erano già noti, nonostante le mistificazioni della realtà operata dai vari Ministri). Si legge nella relazione: “nel Rapporto Sentieri non ci sono sconti per il colosso dell’acciaio. «Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti correlabili al benzopirene»”….. Vorrei porre questa domanda: qual’è il limite, per cui la salute di una cittadina di circa 200.000 abitanti, per non contare i paesi della sua Provincia, possono essere sacrificati per il PIL nazionale???? Inoltre, è vero che l’articolo 32 della costituzione, il quale sancisce “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. “???? o ancora l’articolo 41 “L’iniziativa economica privata è libera.
    Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. “???
    Cocludo, consigliando di rileggervi quanto è emerso dallo STUDIO SENTIERI e, secondo voi questi dati “per gli uomini +14% per tutti i tumori, +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece, +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico. E per i bambini si registra un incremento del 20% della mortalità nel primo anno di vita rispetto alla media pugliese, che diventa 30-50% per la contrazione di malattie di origine perinatale che si manifestano oltre il primo anno di vita” non sono sufficienti per parlare di una politica economica, quanto meno posta in essere senza alcuno scrupolo, nei confronti dei cittadini di Taranto????

    • Se, “nonostante il sequestro” gli impianti “continuano a produrre a pieno ritmo, come se niente fosse” deve fare una bella denuncia ai custodi che non ottemperano a quanto stabilito nel decreto di sequestro.
      AIA: significa autorizzazione integrata ambientale, cioè una autorizzazione che comprende tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere quell’attività. Presumo che qualcuno, al termine di una istruttoria cui partecipano tutti gli enti interessati (anche l’ASL, anche l’Arpa, anche il Comune, anche le associazioni ambientali) avrà stabilito che quanto si faceva era conforme ai requisiti minimi stabiliti dalla comunità europea.
      Qualcun altro ha stabilito che quell’autorizzazione valeva zero.
      Studio Sentieri: ci sono anche autorevoli pareri critici circa il trattamento dei dati. Vogliamo continuare a sostenere anche quello che lo studio non dice, che oltre il 90% della diossina italiana viene dall’Ilva? Vogliamo giudicare responsabile dei mesoteliomi l’Ilva (e non con maggiore probabilità le attività dove maggiore era la manipolazione dell’amianto)?
      Padronissimi, però mettere l’Ilva tra i cattivi e pensare così di aver trovato le cause non aiuta nel risolvere i problemi veri

  6. Prima di sparare proclami di chiusura si pensi a come riassorbire 20000 persone, non parlate a vanvera, già Taranto è un deserto per i negozianti e lo scenario economico si farebbe apocalittico, quindi non c’è da cantare vittoria,sarebbe una sconfitta per tutti la chiusura…

    • Giulio,
      certo che sarà una sconfitta per tutti, compresi quelli che nemmeno si rendono conto di essere seduti sul ramo che stanno segando.
      lei vede qualche alternativa? pensa che i Bonelli, Matacchiera e compagnia si accontenterebbero degli investimenti? non crede che il giorno dopo ricomincerebbero da capo? e non crede che la gente sia ormai convinta che anche la candidosi è colpa dell’inquinamento dell’Ilva? vede un modo per informare correttamente le persone senza rischiare di passare per servi del padrone?

  7. Quando si parla della salute, non credo che si possano intraprendere discussioni sterili. Inoltre, inviteri a non confondere la perizia epidemiologica della Procura con i dati dello STUDIO SENTIERI che, alla fine dicono e rappresentano la medesima verità. Ricordando che l’attuale Ministro dell’Ambiente, prima che venissero resi noti questi dati dell’ISS, disse che, per lui, quelli erano la bibbia. Il giorno dopo, dichiarò che sono frutto del passato mentre la relazione parla di situazione attuale!!!!! Quindi inviterei tutti a non essere così superficiali quando si parla del diritto alla salute che ricordo sommessamente essere il diritto posto al vertice di ogni altro dettame cotstituzionale. Perchè non domandate all’attuale Presidente della Regione Puglia che fine ha fatto il registro tumori????? Chi parla a vanvera, dinnanzi ai dati pubblicati???? Per fortuna la città si sta destando da questa rassegnazione….

  8. @ Marco
    Le discussioni sono sterili quando si parla di ciò che non si conosce, magari non avendo nemmeno gli strumenti di base.
    Quindi soprattutto in tema di salute, a meno di quanto sopra e a meno che ci si limiti all’oggettività.
    Perciò alla validità dello Studio crederò quando sarà pubblicato con peer review e validato in ambito internazionale

    • @ Marco
      Per quanto concerne la diossina i dati sono quelli rilevati da Arpa e sono ben lontani da quelli sparati continuamente da giornali e tv. O adesso Arpa non va più bene e la d.ssa RM dell’Asl invece sì?

  9. Marco,hai snocciolato tutte le cifre dello Studio Sentieri ma non hai concluso il tuo lungo discorso esprimendo il tuo pensiero definitivo. Ritieni necessaria la chiusura e successivo smantellamento dell’Ilva?.Per risanare compiutamente l’area industriale dobbiamo smantellare anche l?Agip e la Cementir? I 25.000 lavoratori (delle le tre industrie + l’indotto) li mandiamo a cogliere le olive?Il commercio locale lo mandiamo a farsi fottere?Gli ammalati ed i suicidi per perdita di lavoro (vedi le statistiche relative)li aggiungiamo a quelli conseguenti all’inquinamento?E’ concepibile una città di 200.000 abitanti che dispone di forze lavorative di circa 120.000 tra uomini e donne ,possa aggiungere ai 40.000 attuali disoccupati altri 25.000?La mancanza di lavoro porta alla disperazione con conseguente aumento della delinquenza con furti e rapine.Pensiamo anche a queste cose prima di sputare sentenze!!!

  10. Ma finitela!!
    Riva nn ha presentato proprio un cazzo!
    Non vuole fare niente per l’ambiente!
    Dissequestrare gli impianti per rimetterli a posto (questa è la favola che ci vogliono raccontare) non farebbe altro che inquinare quello oramai già inquinato! Darebbe carta bianca a questo assassino e a tutti i suoi complici
    Clini dice che la legge va rispettata…benissimo allora come
    Mai nn la si fa rispettare a riva?
    Sei corrotto?
    Sei un
    Mafioso?
    Sei un inetto incapace??
    Prendiamo ad esempio un assassino viene arrestato e sequestrata l’arma del delitto
    Clini sta spingendo e minacciando la
    Magistratura affinché restituisca l’arma del delitto a questo pezzo di merda e lo liberi da tutti i suoi omicidi dando carta bianca per continuare a delinquere
    Questa è pazzia, fortunatamente anche operai e capi stanno cambiando opinione
    Quelli che prima ottusamente difendevano a spada tratta il porco
    Ora sono contro di lui…
    Se poi è lo stabilimento siderurgico( metalmeccanico) più importante d’Europa ( e se ne sono accorti solo ora) allora che mettessero le mani al portafogli e si mettessero a norma!!
    Clini ha chiuso l’area a caldo a Genova perché inquinava…ed ora qua non inquina??
    Dimettiti, il popolo è sovrano per costituzione
    E il ministro dei miei coglioni se ne sta fottendo della costituzione e lo lasciano fare!!!
    Siamo lo zimbello dell’Europa spero che usiate il cervello e pensiate anche al futuro non solo a tenere il culo al caldo oggi!!
    Cmq grandissima la procura e grandissima la todisco avanti così nn lasciatevi intimorire da clini che dovrà rispondere anche davanti all’Italia di quello che sta facendo oltre che alla sua coscienza.

  11. vedi caro incazzato, il guaio e il bello di questo povero paese è anche quello di permettere a chiunque di dire cazzate, diffamare, insultare e mentire senza chiamarlo a rispondere davanti a un giudice terzo.
    e senza che nessuno si sogni di cancellare i suoi deliri dal muro.
    siamo lo zimbello d’Europa?
    e chissà come mai.

  12. Io credo che su una cosa dovremmo cominciare a riflettere.. Se il vostro amato stabilimento chiude (SE) non sarebbe meglio che TUTTI proponessimo delle VALIDE alternative agli operai? Io credo che sia quella la vera sfida su cui dovremmo confrontarci tutti quanti LI dobbiamo concentrare gli sforzi e le risorse di tutti. Scrivere in maniera nervosa verso quelli che chiamo “i miei fratelli” ( anche se in più confronti avuti in via del tutto estemporanea mi vorrebbero morto ) ci dovremmo rimboccare le maniche TUTTI per dare una alternativa e non scrivendo cavolate tipo ” porto turistico, convertiamo la città vecchia agli antichi mestieri, oppure BANDO PER ENERGIE ALTERNATIVE UTILIZZANDO TECNOLOGIE NON CONOSCIUTE E COME PARTNER VALUTATIVO L’UNIVERSITA’ DI BARI ?. A persone con + di 45 anni che continuano a dare la loro vita xchè non sanno fare altro.. A QUESTA GENTE DOBBIAMO DARE UN FUTURO e poi vediamo se c’è ancora chi si oppone alla chiusura.

  13. e cioè secondo te chi si opone alla chiusura (pochi, e non potranno che soccombere) lo fa solo per i posti di lavoro? Mi sembra una prospettiva un pò limitata, ma non importa. Il fatto è che, siccome abbiamo perso l’uso dei neuroni davanti alla tv, le cose preferiamo farcele raccontare, senza la pretesa che siano vere. Dei giornalisti ci fidiamo. Dei tecnici e della scienza no. E quindi siamo tutti disposti a credere che i campi elettromagnetici causano tumori e che le biotecnologie permettono di incrociare una fragola con un pesce. Cioè crediamo ai Capanna e ai Bonelli (che nel loro curriculum tutto possono scrivere tranne che scienziato) e non a Veronesi, Regge e tanti altri che alla ricerca hanno dedicato la vita.
    Francamente, la questione Ilva a me sembra soltanto uno spreco: di culture, saperi e risorse prima di tutto, che si porteranno dietro il tessuto imprenditoriale cresciuto all’ombra della fabbrica. Di intelligenze e di professionalità, impegnate a risolvere minuzie tralasciando ben altre priorità. E di opportunità, respinte senza appello in nome dell’ assurdo opportunismo di pochi. Resterà il deserto. Un bell’esempio di harakiri per un paese che dice in giro di essere normale.
    Inutile argomentare che le tecnologie di Ilva sono le stesse che si impiegano in tutto il mondo, inutile far notare che qualcuno l’autorizzazione (integrata, cioè omnicompensiva) l’ha rilasciata (compresi quelli che ora si chiamano fuori), inutile cercare di spiegare che le stime sono stime e le misure sono misure. Del resto se uno ha il figlio con un tumore, che differenza può fare? Puoi andargli a parlare di probabilità e di statistica? Quando da tutte le parti gli hanno già indicato il colpevole?

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