lunedì, 18 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ilva: è caos tra scioperi, sequestri e indagini. In attesa del vertice tra esecutivo e parti sociali
Pubblicato il 28-11-2012


Tra le persone indagate nell’inchiesta sull’Ilva di Taranto, compare anche un sacerdote. Ed è bufera giudiziaria. Ieri le persone sottoposte a indagini sono state cinque, tra cui appunto don Marco Gerardo, accusato di dichiarazioni false. Sempre ieri, c’è stata una mobilitazione generale per la decisione dei vertici dell’Ilva di procedere alla sospensione di tutte le attività lavorative negli impianti dello stabilimento siderurgico che non sono sottoposti a sequestro, ovvero di tutta l’area “a freddo”. Oltre allo sciopero proclamato da Fiom Cgil- Fim Cisl e Uilm Uil, iniziato la mattina e conclusosi in serata, a Genova circa 1.500 operai metalmeccanici sono usciti in corteo, dirigendosi verso l’aeroporto, paralizzando il traffico. Per oggi invece è previsto il consiglio di amministrazione dell’Ilva, nonché l’incontro tra azienda e sindacati, mentre il vertice tra esecutivo e parti sociali è stato fissato per domani.

CINQUE LE PERSONE INDAGATE –  Tra le persone indagate compare anche il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano accusato del reato di omissione in atti d’ufficio. Un atto dovuto in seguito alla denuncia del consigliere comunale, Aldo Condemi per la mancata azione del sindaco a tutela della salute pubblica e per la mancata costituzione di parte civile in un processo che si è concluso con la condanna dei vertici dell’azienda siderurgica.

LO SCIOPERO DI IERI – Ieri mattina centinaia di operai hanno prima forzato i varchi della portineria “D” dello stabilimento e poi sono entrati anche nella direzione del siderurgico, occupandola. La mobilitazione è stata sospesa alle 23. Al lavoro torneranno solo quei lavoratori dell’area a caldo che non è sottoposta a sequestro e quelli dell’area a freddo, che l’Ilva ha chiamato per il disbrigo di attività che si rendono comunque necessarie nonostante l’arresto della produzione.

LA PREOCCUPAZIONE DEL MINISTRO CANCELLIERI – Sulla delicata vicenda è intervenuta Anna Maria Cancelliri, ministro degli Interni che ritiene vi sia «un rischio notevole» di problemi per l’ordine pubblico, in seguito alla decisione di chiudere l’impianto a freddo, con la conseguenza di lasciare senza lavoro circa 5mila operai. Cancellieri ha definito la situazione «preoccupante perché i posti di lavoro messi in discussione sono tantissimi, non sono solo quelli di Taranto, ma riguarda anche l’indotto».

CLINI, LAVORIAMO SU DECRETO APPLICAZIONE AIA – Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha garantito che si sta lavorando sul «decreto per la piena applicazione dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, sulla base di quanto disposto dalle direttive europee e dalle leggi nazionali». Clini ha poi assicurato che il dicastero dell’Ambiente e l’esecutivo «insistono e otteranno assicurazioni per coniugare lavoro e salute», aggiungendo che «la strada potrebbe essere quella di un decreto».

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento