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Opinioni e commenti
 

Ilva, gli operai occupano la direzione a Taranto e scendono in piazza a Genova. Clini: «Il governo lavora al decreto»
Pubblicato il 27-11-2012


Non solo sciopero e manifestazioni di protesta a Taranto, ma anche operai in corteo a Genova. È mobilitazione generale per la decisione di ieri dei vertici dell’Ilva di procedere alla sospensione di tutte le attività lavorative negli impianti dello stabilimento siderurgico che non sono sottoposti a sequestro, ovvero di tutta l’area “a freddo”. Stamane alle 7 è iniziato lo sciopero proclamato da Fiom Cgil- Fim Cisl e Uilm Uil, destinato a durare almeno 24 ore. Nel frattempo è stato confermato per domani il consiglio di amministrazione dell’impianto, nonché l’incontro tra azienda e sindacati mentre il vertice tra governo e parti sociali è stato fissato per giovedì. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini assicura che si troverà una soluzione.

SCIOPERO E MANIFESTAZIONI A TARANTO –  Questa mattina centinaia di operai hanno prima forzato i varchi della portineria D dello stabilimento e poi sono entrati anche nella direzione del siderurgico, occupandola. Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano ha lanciato un appello affinchè i 5mila lavoratori dell’impianto siderurgico non perdano lo stipendio. «Sono lavoratori eccezionali con una professionalita’ altissima. Come il governo si è dato da fare per la Fiat adesso devono farlo per l’Ilva» ha dichiarato il primo cittadino tarantino.

CORTEO A GENOVA – Nella capoluogo ligure circa 1.500 metalmeccanici sono usciti in corteo, dirigendosi verso l’aeroporto, paralizzando il traffico. Il sindaco di Genova, Marco Doria ha auspicato che il governo intervenga al più presto e che proceda all’attuazione di  un decreto «in tempi rapidissimi. Credo che non possiamo fare a meno della produzione siderurgica nel nostro Paese».

CLINI, LAVORIAMO SU DECRETO APPLICAZIONE AIA – Il responsabile dell’Ambiente, Corrado Clini ha garantito che si sta lavorando sul «decreto per la piena applicazione dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, sulla base di quanto disposto dalle direttive europee e dalle leggi nazionali». Clini ha poi assicurato che il dicastero dell’Ambiente e l’esecutivo «insistono e otteranno assicurazioni per coniugare lavoro e salute», aggiungendo che «la strada potrebbe essere quella di un decreto».

CAMUSSO, L’ILVA NON DEVE CHIUDERE – Il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso ha definito «gravissima» la scelta dell’Ilva di chiudere l’impianto di Taranto e considera giusto l’appello della Fiom a restare in fabbrica. Secondo Camusso è necessario rendere «compatibile il lavoro con la salute dei cittadini», auspicando che l’Ilva non chiuda e che giovedì la questione venga risolta «per salvare l’azienda e un’importante produzione italiana».

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