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Ilva: la maledizione della fabbrica dei veleni, dopo l’uomo arriva Madre Natura
Pubblicato il 29-11-2012


Sembra una vera e propria maledizione quella che si abbatte sulla città di Taranto. Dopo il disastro ambientale provocato dagli uomini ci si mette pure Madre Natura. Un operaio dell’Ilva risulta disperso e sono venti i feriti dopo che una violenta tromba d’aria, che sembrava un uragano tropicale, si è abbattuta sullo stabilimento. La fabbrica è stata evacuata e il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, ha invitato i cittadini a non uscire di casa. Il disperso è un operaio gruista che si trovava al porto, nel punto dove si caricano materiali diretti all’Ilva e provenienti dalle navi. La gru sarebbe finita in mare: sul posto sono intervenute le squadre dei sommozzatori per le ricerche che, però, sono state sospese durante la giornata per le cattive condizioni meteorologiche e per la scarsa visibilità. Il giovane operaio di 29 anni, è originario della frazione di Talsano.

IL RISCHIO DI ESPLOSIONE – L’evacuazione dello stabilimento siderurgico è stato ordinato per il rischio di esplosione e ha coinvolto anche i lavoratori che si trovavano all’interno della fabbrica in stato di agitazione dopo l’annuncio di chiusura da parte dell’azienda seguito agli arresti degli ultimi giorni ordinati dai giudici. I possibili incendi avrebbero potuto divampare a seguito del camino delle batterie uno e tre e degli effetti del fulmine abbattutosi su una delle ciminiere dell’Ilva i cui pezzi si sono riversati su due tralicci dell’alta tensione.

L’ILVA “BUTTA ACQUA SUL FUOCO”, MA PIOVE SUL BAGNATO – Dopo il disastro l’azienda aveva cercato di ridimensionare il rischio come, del resto, ha sempre fatto anche rispetto ai danni ambientali. In una nota diffusa dall’Ilva si leggeva, infatti: «Non c’è stato alcun incendio. Le fiamme visibili dall’esterno sono relative agli sfoghi di sicurezza provocati dalle candele di sicurezza degli impianti. Tutta l’area ghisa è sotto controllo. L’azienda ha subito gravi danni strutturali ancora da quantificare. Non c’è stata evacuazione, sono stati messi in circolo tutti i bus aziendali per raccogliere il personale non addetto alla gestione dell’emergenza generale e accompagnarlo alle portinerie e ai punti di incontro dell’azienda. Si conferma che un dipendente, che era alla guida di una gru caduta in mare, risulta disperso». La nota chiudeva affermando che «tutte le emissioni dell’azienda sono sotto controllo».

PER CLINI SI DEVE EVITARE LA CHIUSURA DELLO STABILIMETNO E, intanto, torna ad intervenire il ministro dell’Ambiente Corrado Clini sulla questione Ilva: «Se l’Ilva di Taranto viene chiusa, quello stabilimento viene abbandonato: i vantaggi per l’ambiente sono zero mentre i rischi per la salute sono altissimi». Il ministro ha anche aggiunto che «come indica chiaramente l’Unione europea la strategia di risanamento ambientale degli impianti industriali avviene attraverso il loro risanamento non la chiusura». Per il ministro dell’Ambiente il sequestro dell’area a freddo è stato un problema, perché attraverso questa «operazione la magistratura di fatto ha creato le condizioni per la chiusura degli impianti, ovvero le condizioni per rendere impossibile l’attuazione del Piano di risanamento del governo». Per Clini, rispetto all’Ilva è «necessario dare attuazione a quanto stabilito dall’Aia: un programma in poco più di due anni, con investimenti da parte dell’azienda per circa 3 miliardi, ma alla fine Taranto avrà un’industria pulita con tecnologie avanzate».

LE POTENZE “PLUTOCRATICHE” – E Clini si lascia andare anche ad una velata visione “complottista”. Secondo il ministro, infatti, se lo stabilimento di Taranto dovesse chiudere, sarebbe l’intera siderurgia italiana ad essere trascinata nel baratro con un conseguente vantaggio enorme per «i concorrenti europei» dell’azienda. «Se volessimo ragionare in termini di Grande Fratello potremmo dire che è in piedi una strategia molto importante per dare un altro colpo all’economia italiana. Non voglio ragionare con queste dietrologie, però comunque è un fatto».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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