martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La finanza internazionale confisca la “Libertà”. Dalle Cayman all’Argentina passando per Romney
Pubblicato il 05-11-2012


Era lo scorso 2 ottobre quando Richard Adjei-Frimpong, giudice della corte suprema del Commercio del Ghana, ha ordinato la confisca della “Ara Libertad”, la nave scuola dell’Armada, corrispettivo del nostro “Amerigo Vespucci” per la Marina Militare argentina. Il veliero si trovava nel paese africano, nel porto della città di Tema, per una normale crociera. Il giudice Adjei-Frimpong ha agito per conto di una richiesta inoltrata dalla società finanziaria NML Capital Limited, con base tra le Cayman e Cipro, che reclama un credito di ben 1,6 miliardi di dollari nei confronti dell’Argentina per dei fondi di investimento speculativo non onorati dal paese latinoamericano dopo il default del 2001. La restituzione del debito è stata ordinata da un tribunale statunitense. Secondo l’ordine del giudice ghanese la nave dovrà sotto sequestro fino all’adempimento del pagamento da parte dell’Argentina. Il ministro degli Esteri argentino, Héctor Marcos Timerman, ha definito il sequestro della nave come «un’aggressione, niente più e niente meno di un sequestro, un’estorsione e un atto di pirateria nei confronti di una nazione sovrana».

I “FONDI AVVOLTOI” – Li chiamano “fondi avvoltoi” e il nome non è a caso: proprio come farebbe un avvoltoio, identificano una preda debole e, con la pazienza di un franco tiratore, aspettano il momento opportuno per avventarsi sul moribondo, soprattutto paesi dell’Africa e dell’America Latina. Sono la punta di diamante della finanza speculativa promossa dal neoliberismo. Una teoria economica presentata come la panacea dei popoli contro i mali provocati dai lacci e laccioli dello stato sociale. Nonostante quelle teorie che hanno permesso la creazione dei “fondi avvoltoi” siano state osannate nei parlamenti e nelle migliori università, i loro prodotti hanno determinato disastri ai limiti del crimine contro l’umanità. Fu proprio il caso dell’Argentina. In piena crisi del 2001, i fondi avvoltoio acquisirono, con tempistica da manuale frutto delle informazioni “privilegiate” che solo l’alta finanza può ottenere, una porzione significativa del debito pubblico esterno al 20% del suo valore nominale. Poi, dopo il collasso, ne pretesero la restituzione per intero appellandosi a tribunali Usa che, sfruttando l’assenza di norme internazionali, avvallano regolarmente le posizioni delle finanziarie.

LE RELAZIONI PERICOLOSE DI MR. ROMNEY – E, a poche ore dalle fatidiche elezioni presidenziali americane, spunta fuori il nome del candidato repubblicano, l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney che sarebbe collegato proprio attraverso la NML Capital di cui è proprietario un “edge fund” americano, Elliot Associates, gestito da Paul Singer, uno dei più importanti sostenitore di Romney. Era proprio di pochi giorni fa la notizia di un’altra strana “connection” che vedeva il figlio del candidato nella corsa alla Casa Bianca, Matt, impegnato a Mosca in una trasferta in cerca di oligarchi pronti a investire nella sua società immobiliare Excel Trust. Tutto questo dopo le esternazioni del padre che, in piena propaganda elettorale, aveva accusato Obama di essere «troppo morbido» con la Russia, definita da Romney «il nemico geopolitico numero uno» degli Usa.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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