sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

La nostra direzione é Avanti!
Pubblicato il 14-11-2012


Forward, è lo slogan vincente che ha portato fortuna ad Obama. Avanti! È la direzione della nostra bussola dal 1896. Ed è per guardare al futuro che i socialisti si sono ritrovati intorno a Pierluigi Bersani. Per amore dell’Italia, per cambiare l’Italia, renderla più libera, più equa, più laica più solidale. Un’Italia più libera è quella in cui i lavoratori non sono chiamati a scegliere tra il lavoro e la compressioni di diritti e tutele, quella in cui ci si può iscrivere al sindacato che si preferisce senza per questo essere penalizzato, quella in cui le donne non sono costrette a scegliere tra l’ambizione lavorativa ed il desiderio di maternità.

Un’Italia più libera è quella in cui non sei costretto a sposarti per poter garantire diritti civili al compagno o alla compagna di una vita o quella in cui se hai frequentato la scuola o l’università pubblica non sei penalizzato rispetto a che, avendone la possibilità economica, ha frequentato le migliori scuole o università private. E’ quella in cui ciascuno ha un’opportunità, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali della famiglia di origine. E’ quella dove il merito, la qualità, il talento prevalgono anche se non sei figlio o nipote o amico di… Anche per questo bisogna impedire con forza il taglio delle risorse al programma Erasmus, che rappresenta una occasione di esperienza e conoscenza altrimenti negata a tanti giovani italiani privi di un sostegno economico.

Un’Italia più equa, cioè un’Italia in cui chi ha di più paga di più, in cui chi ha generato la crisi, la finanza, inizia a pagarne il prezzo attraverso la tassazione delle transazioni finanziarie rendendo appena più sopportabili gli effetti di una crisi finora sopportati solo o principalmente dai cittadini meno abbienti. E in cui attraverso la tassazione degli alti redditi o dei grandi patrimoni si alleggerisce l’Iva e le imposte per le famiglie ed i lavoratori. Un’ Italia più equa è quella che taglia i privilegi, non solo ai politici, ma anche ai magistrati, ai vertici militari, ai boiardi di stato, che provano a rifarsi una verginità sedendo nelle poltrone del Governo. O ai giornalisti, che non si capisce perché chiedono per sé l’impunità per il reato di diffamazione che invece dovrebbe valere solo per i privati cittadini.

Un’Italia più equa è quella che vede legati da un patto intergenerazionale giovani ed anziani sui temi del lavoro, delle pensioni, dell’assistenza. Un’Italia più laica, quella in cui è ciascuno di noi a stabilire il confine tra la cura e l’accanimento terapeutico attraverso il testamento biologico, o dove coppie omosessuali possono camminare per strada tenendosi per mano senza rischiare coltellate o aggressioni. Un’ Italia più laica è quella che stimola ed investe sulla ricerca degli embrioni, sulle cellule staminali, per offrire ai tanti malati una speranza di guarigione che nessun dogma può legittimamente frustrare, o quello in cui il desiderio di maternità non impone un viaggio in Spagna per poter fruire della fecondazione eterologa.

Un’ Italia solidale è quella che riconosce come propri figli tutti i nati sulla nostra terra, che offre assistenza sanitaria a tutti, che fa sentire a casa propria ciascuno con la propria diversità, donne e uomini, etero e gay, giovani e anziani, ricchi e meno abbienti, diversamente abili. Un‘ Italia per tutti. Un’Italia che ha bisogno di un’Europa forte, ma molto diversa da quella di questi anni, un’Europa fatta di persone, con le proprie ambizioni, speranze, paure e non di numeri, conti, vincoli e lacci. Un’Italia dunque molto diversa da questa in cui viviamo : è la cifra di quanto lavoro occorra fare. Dà il senso di quanto impegno occorra mettere. Un senso a questa storia. Avanti! Per amore dell’Italia

 

Marco Di Lello

Coordinatore Nazionale PSI

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