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Opinioni e commenti
 

Lacrimogeni dal ministero della Giustizia: il questore di Roma, forse rimbalzati sul muro. E’ polemica
Pubblicato il 17-11-2012


Chi ha sparato i lacrimogeni dal secondo piano del ministero di Giustizia mentre in via Arenula c’erano centinaia di manifestanti? Sono state rispettate le procedure previste nella gestione dell’ordine pubblico sull’uso dei lacrimogeni? Sulla vicenda denunciata da un video pubblicato da Repubblica.it (Suffragato anche da altre riprese tv) c’è una inchiesta interna voluta dal ministro della Giustizia, Paola Severino. Per ora su quanto accaduto prevale una certa confusione e imbarazzo. Le immagini dei lacrimogeni sparati dall’alto hanno avuto l’effetto di rinfocolare le polemiche sui presunti eccessi nella gestione dell’ordine pubblico nel corso della manifestazione avvenuta mercoledì scorso a Roma.

SEVERINO, NON ESCLUDO ALCUNA IPOTESI – Sull’episodio di via Arenula, intanto, c’è un primo punto: il ministro Severino ha infatti escluso che i lacrimogeni “a strappo”, tipo quelli che sembrano essere stati esplosi dal palazzo del ministero, siano in dotazione della polizia penitenziaria. Nell’annunciare l’inchiesta interna per accertare i fatti, il titolare della Giustizia ha però sottolineato di “non poter escludere nessuna ipotesi”. Al ministero della Giustizia “si sta procedendo all’esame testimoniale di tutti gli impiegati presenti al quarto piano, nonché del personale in servizio presso gli ingressi del palazzo”.

LA SPIEGAZIONE DEL QUESTORE – Sulla vicenda, nella mattinata di ieri è intervenuto anche il questore di Roma, Fulvio Della Rocca. “Il ministro di Giustizia ha detto che loro non hanno lacrimogeni. Se il lacrimogeno è stato esploso è nostro”. Poi il Questore ha ipotizzato anche una possibile dinamica: “Dato che i lacrimogeni non possono essere sparati ad altezza uomo ma devono seguire una parabola – ha spiegato – l’ipotesi è che possa essersi infranto su un muro di Via Arenula e questo può aver dato l’impressione che sia stato sparato da un balcone”. Dopo le parole del questore il ministro Severino ha affidato al Racis dei carabinieri il compito di visionare le immagini e di chiarire i dubbi anche sulla traiettoria.

SAPPE, FATTO GRAVISSIMO SENZA PRECEDENTI – Di “fatto gravissimo che non ha precedenti” e di “procedure violate” nella gestione dell’ordine pubblico parla invece il responsabile del Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, Donato Capece. E’ ovvio che sono state violate procedure di ordine pubblico” con il lancio di lacrimogeni dall’interno del ministero della Giustizia. “E’ una cosa che non si è  mai vista negli ultimi 45 anni….E il ministro della Giustizia, come fa a non sapere quello che succede nel suo ministero?”. Come sono andate le cose? “Probabilmente – ipotizza Capece – è stato chiesto al responsabile della sicurezza in quel momento l’accesso al palazzo che è stato autorizzato, molto verosimilmente dopo aver informato anche il capo gabinetto del ministro”.

ACCERTAMENTI SULLE VIOLENZE – Eccessi di comportamento degli appartenenti alle forze dell’ordine. E’ questo l’ambito, nel frattempo, su cui la procura di Roma svolgerà accertamenti riguardo le manifestazioni e gli incidenti avvenuti in occasione della mobilitazione di mercoledì scorso nella Capitale. Secondo quanto si è appreso, al vaglio dei magistrati ci saranno filmati e foto che avrebbero immortalato comportamenti ritenuti fuori norma. I reati che potrebbero essere contestati sono quelli di lesioni o eccesso colposo connesso alla forma di intervento. Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri ha detto che i poliziotti responsabili di abusi verranno puniti. Ieri, a caldo, il titolare del Viminale sui video e le foto sulle presunte violenze che hanno invaso il web e quelle diffuse dalle forze dell’ordine, aveva detto “mostriamole e vediamole tutte, le foto”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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