martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Europa scende in piazza per scioperare contro l’austerity. Scontri in Italia e Spagna
Pubblicato il 15-11-2012


Lo sciopero ha unito l’Europa. È stato ribattezzato il “Giorno dell’Azione e della Solidarietà”. Dalla Spagna al Portogallo alla Grecia, ma anche Francia, Belgio, Polonia, Germania e Inghilterra, il #14N ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone. Quella stessa Europa, divisa dalle politiche di austerità, si è ritrovata unita nelle strade delle capitali e delle città minori per una giornata di protesta senza precedenti nella storia del Vecchio continente. Le manifestazioni sono state promosse da sindacati, studenti, associazioni e rappresentano il rimo esperimento di sciopero simultaneo per chiedere l’abbandono delle misure di austerità e puntare sulla crescita. Giornata di scioperi anche in tutta Italia e non sono mancati episodi di violenza, in particolare a Roma e Torino. Feriti agenti delle forze dell’ordine. Occupate sedi istituzionali e binari, lancio di uova contro banche. La Cgil, che ha indotto lo sciopero generale di 4 ore, ha condannato «tutti gli episodi di violenza che si sono registrati oggi».

GIORNATA DI GUERRIGLIA A ROMA – Tre le persone arrestate dopo gli scontri a Roma, due dei quali eseguiti dalla Digos e uno dai Carabinieri: tra questi, un uomo di 39 anni accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Nella Capitale le tensioni sono iniziate in mattinata quando un gruppo di militanti del gruppo di estrema destra “Blocco Studentesco” ha tentato di forzare un cordone di polizia per raggiungere Palazzo Chigi. Dopo un lancio di sassi contro gli agenti è partita una carica che ha disperso i manifestanti. Scene di guerriglia urbana sul Lungotevere dove si sono confrontati polizia e studenti. Dopo un fitto lancio di pietre e bottiglie da parte dei manifestanti, che hanno anche divelto pali segnaletici e lanciato bombe carta, le forze dell’ordine hanno cercato di disperdere il corteo caricando con jeep blindate. Criticato il comportamento della polizia per il fermo di numerosi minori e per filmati che mostrano violenze su giovanissimi studenti.

IL PREFETTO DIFENDE L’OPERATO DELLA POLIZIA A ROMA – Senza l’operato delle forze dell’ordine sarebbe potuta andare peggio. A sottolinearlo è stato il prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro che, dopo aver espresso «apprezzamento per la professionalità degli operatori delle forze dell’ordine e per il lavoro del questore», traccia un bilancio degli scontri. «Sono state oltre 50 le persone fermate, sequestrati petardi, martelli, mazze, scudi e caschi, a dimostrazione del fatto – dice Pecoraro – che c’era chi voleva esclusivamente dimostrare con violenza il proprio dissenso». «Ho piena fiducia nell’autorità giudiziaria – conclude Pecoraro – perché questi comportamenti, ove provati, siano sanzionati severamente».

GRILLO ALLA POLIZIA, «SCHIERATEVI CON I CITTADINI» – «Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l’indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco». A scriverlo è stato il leader del Movimento 5Stelle, Beppe Grillo, sul suo blog, intervenendo sugli scontri tra forze dell’ordine e studenti in varie città italiane in occasione dello sciopero europeo contro l’austerity nella giornata di ieri, con un post rivolto direttamente alle forze dell’ordine.

IL #14N IN RETE – In piazza e sul web. Roma, Madrid, Lisbona, Atene, Bruxelles. La protesta è europea e, per abbattere le frontiere, usa anche la rete, soprattutto Twitter. #14N e #eurostrike, #14Nit (in Italia), #14nsinmiedo (in Spagna) gli hashtag più diffusi che hanno accompagnato la giornata di ieri. Ad unire le nazioni è stata la crisi economica, ma anche il filo rosso della solidarietà: a Pomigliano d’Arco gli studenti si sono uniti al corteo dei metalmeccanici della Fiom, mentre ad Atene la bandiere greche hanno sventolato, davanti al Parlamento, insieme a quelle italiane, spagnole e portoghesi. I “cinguettii” di Twitter si sono rincorsi, veloci, susseguendosi uno dopo l’altro: «Questa è l’Europa che vogliamo», e poi ancora «Riprendiamoci l’Europa», tra gli altri. Tante anche le “dirette” via web che hanno raccolto su portali studenteschi tutti i tweet, i video e le foto inviate, in tempo reale, tramite gli smarthphone. E proprio su Twitter si è anche urlato alla vergogna per le cariche della polizia in alcune piazze europee: a Madrid avrebbero colpito anche ragazzini, secondo la denuncia di alcuni utenti che mostrano nei tweet la foto di un giovanissimo con il volto che è una maschera di sangue. Un’altra immagine emblematica di questa prima protesta europea, simultanea e globale.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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