martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’UE sblocca i fondi per il terremoto in Emilia. Decisivo l’intervento di Monti e del socialista Schulz
Pubblicato il 14-11-2012


È passato a maggioranza qualificata. I fondi europei destinati alla ricostruzione post-terremoto per l’Emilia arriveranno. La decisione è stata presa dai ministri delle Finanze dei paesi europei che hanno votato sì, nonostante la reiterata opposizione di Regno Unito, Svezia e Finlandia. Il Parlamento europeo ha dunque deciso di dare priorità assoluta ai 670 milioni promessi all’Italia rispetto all’approvazione del budget 2013. Una decisione di civiltà e di rispetto delle norme già previste nell’ambito del “Fondo di solidarietà europeo” per le gravi calamità naturali. La tensione sulla questione dei fondi per la ricostruzione era iniziata lo scorso venerdì, quando cinque paesi dell’Unione – Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia e Finlandia – avevano posto il veto alla discussione sul finanziamento destinato alle tre regioni italiane colpite dal sisma, posticipando l’approvazione del finanziamento. L’idea alla base delle argomentazioni degli “oppositori” era quella di assoggettare l’eventuale finanziamento alla previa discussione dal budget 2013 per ragioni legate alla necessità di tagliare le spese a causa della crisi economica.

L’INTERVENTO DEL PRIMO MINISTRO MARIO MONTI – In un primo momento, dopo venerdì scorso, il destino sembrava segnato e nulla lasciava intravedere un possibile esito positivo a favore dei terremotati emiliani. Ma, sulla decisione di sbloccare i fondi, è intervenuto Mario Monti. Proprio le lamentele del capo del governo sembrano aver influito positivamente sulla faccenda. Dopo il veto, infatti, il Primo ministro italiano aveva avviato serrati colloqui telefonici per protestare contro la decisione definita «inaccettabile». Dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, le proteste del titolare di Palazzo Chigi si erano fatte sentire nelle stanze alte di Bruxelles. Lo stesso Schulz si era espresso duramente nei confronti di paesi promotori del veto, definendo «vergognosa» la situazione. Schulz aveva garantito che la delegazione del Parlamento nel Comitato di conciliazione avrebbe proposto, come condizione pregiudiziale, l’approvazione dell’emendamento di bilancio che consentiva di sbloccare i 670 milioni per il terremoto.

VASCO ERRANI, «QUESTA E’ L’EUROPA CHE CI RAPPRESENTA TUTTI» – «La notizia dello sblocco dei fondi per il terremoto ci riempie di soddisfazione, questa è l’Europa che ci rappresenta tutti». È il commento del governatore dell’Emilia-Romagna e commissario per la ricostruzione, Vasco Errani. Errani ha anche espresso un ringraziamento a chi si è prodigato per il rispetto delle norme: «Abbiamo fatto bene, sin da subito, a riporre fiducia negli impegni già presi dalla Commissione europea. Voglio ringraziare i parlamentari italiani ed europei, il nostro Governo e quanti si siano mobilitati per sostenere il giusto diritto delle popolazioni terremotate a un sostegno solidale che sarà molto importante nella fase di ricostruzione già avviata».

IL PROBLEMA DELL’ESENZIONE DEGLI IMPRENDITORI  Rimane aperta sul tavolo, invece, la questione dell’esenzione fiscale. Mentre ai normali cittadini è garantita l’esenzione fino a giugno, diversa è la situazione per gli imprenditori che hanno i pagamenti in scadenza il prossimo 16 dicembre. Per questa ragione, seicento di loro hanno inscenato una manifestazione di protesta di fronte alla Camera di Commercio di Modena proprio contro il governatore Errani. Gli imprenditori hanno spiegato che non pagheranno le tasse e il presidente della Cna modenese, Luigi Mai, ha paventato anche l’ipotesi dello sciopero fiscale.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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