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Opinioni e commenti
 

Maltempo, torna l’incubo alluvioni in Toscana. Zubbani, sindaco di Carrara: «L’effetto è dirompente sull’emotività dei cittadini»
Pubblicato il 29-11-2012


La protezione civile ha esteso a tutta l’Italia l’allerta maltempo. Ieri, la perturbazione atlantica che sta flagellando il nostro Paese, ha provocato una tromba d’aria a Taranto, provocando il ferimento di 39 persone, tra cui nove bambini, mentre un gruista risulta ancora disperso. Ma il cattivo tempo non ha risparmiato le altre regioni. La situazione più critica riguarda la Liguria e la Toscana, dove violenti nubifragi hanno colpito Firenze, Grosseto e Massa Carrara, con le ferite ancora aperte dopo l’alluvione dello scorso 11 novembre. Avanti! ha intervistato il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani. «Quindici giorni dopo la precedente alluvione ci siamo trovati sulla testa questo nubifragio con un territorio fragile, con ferite ancora aperte. I danni sono stati tanti» sono state le sue parole amare.

Sindaco com’è la situazione degli sfollati?

Erano 35, ai quali se ne sono aggiunti altri 25 nel pomeriggio di ieri, dopo che un palazzo e due case sono stati evacuati. Il numero è dunque più pesante, noi assicuriamo a tutti accoglienza e conforto nell’immediatezza.

Siete supportati nell’attività di soccorso?

Sì, ci sono 150 volontari a lavoro, sia comunali che provinciali. I mezzi e le attrezzature a disposizione possono essere utilizzate anche per lavorare di notte.

La Protezione civile regionale ha emesso il nuovo avviso di criticità, allungando lo stato d’allerta.

Sì, l’allerta è elevata ed è stata proporogata sino alla mezzanotte di oggi. Il nostro territorio è fragile, dopo esser stato duramente colpito dall’alluvione dello scorso 11 novembre. L’effetto è dirompente anche sui cittadini, sulla loro emotività. La situazione è difficile da gestire. Ma non mancano i gesti di solidarierà tra vicini. Bisogna intraprendere il percorso di somma urgenza anche con il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che sta rientrando da Bruxelles per raggiungere le zone colpite dall’alluvione e per utilizzare le risorse messe a disposizione, pari a 100 milioni di euro.

Come dovranno essere impiegate queste risorse?

In primo luogo bisognerà procedere con opere strutturali per la regimazione delle acque, per la sistemazione delle frane e l’adeguamento dei corsi d’acqua secondo le leggi vigenti. Poi sarà necessario rimuovere errori di pianificazione commessi nel passato. Per anni si è preferito coprire invece di fare opere idrogeologiche. A distanza di anni, prima o dopo la natura si ribella. L’altra notte, in un’ora, abbiamo avuto 135 mm di pioggia. Un evento che avviene ogni duecento anni. In questo momento bisogna affrontare l’emergenza, la somma urgenza, ma poi si dovrà pensare anche a come metterci in sicurezza con piani e risorse adeguate.

Silvia Sequi

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