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Opinioni e commenti
 

Manette per Vincenzo Maruccio, ex capogruppo regionale Idv. Per rischio di inquinamento prove
Pubblicato il 13-11-2012


Dall’indagine all’arresto. Sono passati poco più di trenta giorni dalla notizia di essere indagato dalla Procura di Roma e, questa mattina, per Vincenzo Maruccio, ex capogruppo regionale dell’Italia dei Valori, sono scattate le manette. L’ex esponente, che dopo aver appreso di essere sottoposto a indagini si era dimesso dal partito e dal Consiglio regionale, è accusato di peculato per l’illecita appropriazione di fondi destinati al partito. Secondo l’accusa avrebbe distratto circa un milione di euro dalle casse del partito per dirottarli su dieci conti personali. Tra questi soldi, una parte l’avrebbe spesa alle slot machine, tanto che un testimone lo ha definito “bombardiere” che, nel gergo della sala da gioco, fa riferimento a una persona che nel gioco “non si limita mai”. L’interrogatorio di garanzia è fissato per venerdì mattina alle ore 12 nel carcere di Regina Coeli dove Maruccio è stato condotto stamane.

L’ACCUSA A MARUCCIO – L’inchiesta che vede Maruccio prima indagato e ora arrestato sarebbe partita in seguito a una segnalazione da parte della Banca d’Italia su movimenti sospetti sui conti dell’ex capogruppo. L’accusa di peculato fa riferimento alla distrazione di fondi del partito negli ultimi due anni (tra l’aprile del 2011 e il giugno del 2012) – circa un milione di euro – che sarebbero stati poi trasferiti in parte su dieci conti personali di Maruccio, e in parte utilizzati per spese che non avrebbero nulla a che fare con l’attività del gruppo. Secondo l’inchiesta parte di questi soldi, più di centomila euro, sarebbe stata spesa nelle slot machine, in particolare in un locale di cui è socio un altro dirigente dell’Idv, Andrea Palma.

LA DECISIONE DEL GIP – Il provvedimento restrittivo, sollecitato dal procuratore aggiunto Nello Rossi (subentrato dopo la scomparsa improvvisa del magistrato Alberto Caperna lo scorso 15 ottobre) e dal pubblico ministero Stefano Pesci, è stato emesso dal gip Flavia Costantini per il pericolo di inquinamento delle prove. Maruccio dovrà restare nel carcere di Regina Coeli per 30 giorni, poi, a seconda delle esigenze istruttorie, questo termine – secondo quanto dispone il Codice di procedura penale – potrà essere rinnovato.

LA DIFESA DI MARUCCIO – Il provvedimento del giudice per le indagini preliminari ha suscitato la protesta dell’avvocato difensore di Maruccio, Luca Petrucci, che definisce l’arresto uno «strumento di pressione» sul suo assistito: «Vincenzo Maruccio si è dimesso, ha lasciato tutti gli incarichi, si è presentato spontaneamente agli inquirenti, offrendo la massima collaborazione» ha spiegato il legale. «Malgrado tutto ciò arrivano oggi gli arresti. La custodia cautelare dovrebbe essere l’extrema ratio, ma in questo modo appare come uno strumento di pressione sull’indagato» ha concluso.

Silvia Sequi

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