mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Monti-bis, Riccardi: «Non mi dispiace, ma stiamo lavorando per qualcosa di più ampio»
Pubblicato il 22-11-2012


“Un Monti-bis? Mi sembra un pò riduttiva come immagine anche se non mi dispiace. Noi stiamo lavorando per qualcosa di più ampio”. Così il ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, fa il punto sul movimento politico, presentato in questi giorni con Luca Cordero di Montezemolo, a margine della V Conferenza Internazionale Energythink, organizzata da Eni e Legambiente in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano. Riccardi ha spiegato: “Mi sembra un pò riduttivo parlare di Monti-bis. Credo che dobbiamo parlare non di Monti-bis ma di una cultura e di una prospettiva che esce dall’agenda Monti”.

RICCARDI, IMMIGRATI GRANDE FATTORE DI CRESCITA – “Gli immigrati sono un grande fattore di crescita per il nostro Paese – ha sottolineato Riccardi – Dopo un anno di lavoro mi sono reso conto dell’arretratezza della nostra cultura pubblica riguardo all’immigrazione”. Il ministro, poi, ha ricordato: “Bisogna parlare di mobilità, non di immigrazione. I migranti creano contatti con i loro Paesi, quindi sono un ponte tra il nostro ed il loro”.

LE SFIDE ENERGETICHE DI OGGI E DI DOMANI – Al centro della V Conferenza Internazionale “Energythink, il futuro del Pianeta, gli scenari dell’energia” è stata la sfida sull’accesso universale a servizi energetici sostenibili. Le sfide energetiche di oggi e ancor più di domani sono formidabili e vanno dalla riduzione degli impatti sul clima all’inquinamento atmosferico, dalla sicurezza degli approvvigionamenti fino alla necessità di stabilire nuove relazioni a livello mondiale. In continuità con il convegno “Energythink” organizzato a Venezia lo scorso marzo e dopo la conferenza Onu di Rio+20, nell’Aula Magna Gobbi il convegno ha affrontato il tema da prospettive diverse, dalle frontiere tecnologiche, alle problematiche sociali, ambientali ed economiche: l’obiettivo è promuovere una riflessione su uno dei nodi principali dello sviluppo e gettare le basi per nuove iniziative di cooperazione internazionale e pubblico-private a supporto dell’energia sostenibile.

ACCESSO ALL’ENERGIA PER TUTTI – Ad introdurre i lavori della conferenza sono stati Andrea Sironi, Rettore dell’Università Bocconi, Sabina Ratti, Senior Vice President per la Sostenibilità di Eni e Rossella Muroni, Direttore di Legambiente. La sessione tematica è stata invece aperta dall’intervento di Barbara Buchner, Direttore Climate Policy Initiative Europe, che ha approfondito le relazioni tra le politiche climatiche e l’accesso all’energia.  A seguire, il ricercatore del Ghana, George Yaw Obeng, direttore del Centro per la consulenza tecnologica ghanese, si è soffermato sull’importanza dei partenariati internazionali per l’accesso all’energia, mentre Paolo Frankl, capo della Divisione energie rinnovabili dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) ha esposto le soluzioni tecnologiche per migliorare l’accesso ai servizi energetici moderni.

MILLENIUM VILLAGES – Tra i numerosi relatori intervenuti Vijay Modi, docente dell’Earth Institute della Columbia University ha raccontato l’esperienza del progetto Millenium Villages, nato per sostenere lo sviluppo sostenibile di villaggi in condizioni di estrema povertà attraverso il coinvolgimento attivo e la formazione delle comunità locali al fine di renderle promotrici e protagoniste del loro sviluppo. Non è mancata la presentazione delle esperienze maturate dalle università di Milano sul tema dell’accesso all’energia come il progetto Ingegneria senza frontiere del Politecnico di Milano e Green Light for Business dell’Università Bocconi.

PROGETTI CONCRETI PER L’ENERGIA GREEN – A chiudere la conferenza sono stati gli studi e le ricerche sviluppati da ricercatori e docenti, con l’intervento conclusivo di Pippo Ranci Ortigosa, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dedicato all’Africa con uno studio Energy Lab. La ricerca richiede risorse e impegno, non solo dal punto degli investimenti finanziari, ma soprattutto delle persone: da qui deriva l’idea del progetto, che vuole portare agli studenti – i potenziali ricercatori e professionisti energetici di domani – le testimonianze di chi, nel mondo, si occupa di ricerca oggi, indicando le strade possibili, i temi più impegnativi, le sfide da affrontare e risolvere, le opportunità professionali legate alla “green economy”. L’università italiana diventa cosi’ lo spazio ideale per sviluppare questo progetto perchè questa rappresenta al contempo luogo della formazione di eccellenza per i ricercatori di domani, opportunità di divulgazione scientifica indipendente, agorà di confronto e crescita delle classi dirigenti di domani.


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