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Opinioni e commenti
 

Napolitano richiama la Costituzione: Monti è senatore a vita, non può candidarsi
Pubblicato il 22-11-2012


Parla dall’ambasciata italiana di Parigi, dove si trova in visita, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Mario Monti «è senatore a vita: non si può candidare al Parlamento perché è già parlamentare. Non è un particolare da poco, anche se qualche vota lo si dimentica». Questo il commento secco dell’inquilino del “Colle” alle domande dei giornalisti dopo che da alcune parti politiche era arrivato l’invito rivolto al Professore a candidarsi. Ricordando le regole della Costituzione, Napolitano ricorda che l’attuale primo ministro non si può candidare per un seggio parlamentare, essendo già senatore a vita. E, puntualizza il Presidente, sarebbe preferibile che il presidente del Consiglio mantenesse una condizione di neutralità durante tutta la campagna elettorale.

DOPO IL VOTO SI VEDRA’ QUALE RUOLO POTRA’ GIOCARE MONTI – Diversa, invece, per il Presidente della Repubblica, la situazione di Monti all’indomani del voto di marzo. Proprio per il suo status di senatore a vita, l’attuale primo ministro, nominato a palazzo Madama un anno fa dallo stesso Napolitano, «ha un suo studio a palazzo Giustiniani dove potrà ricevere , dopo le elezioni, chiunque volesse chiedergli un parere, un contributo, o un impegno». «È verissimo – prosegue il Presidente della Repubblica – che ci sono alcune forze politiche o movimenti, non so come chiamarli perché la situazione oggi è fluida, che pensano che Monti potrebbe continuare a fare il presidente del Consiglio, dopo il voto, in un governo politico e non più tecnico. È un diritto o una facoltà che ha qualsiasi partito».

LA LISTA MONTI «NON NE CAPISCO IL SENSO, IPOTESI CAMPATA IN ARIA» – Quanto alla eventualità di una “lista Monti”, il capo dello Stato afferma di non capirne «il senso». «Innanzitutto – afferma Napolitano – dipende da quale sarà il peso di questo ipotetico gruppo in Parlamento. Poi, come tutti gli altri partiti, concorrerà alle consultazioni da cui uscirà l’incarico per la formazione del Governo. Avrà già un nome da proporre? Benissimo. Vedremo quali nomi proporranno gli altri partiti, sulla base dei risultati elettorali». Napolitano continua sulla questione: «dopo le elezioni il mio successore alla Presidenza della Repubblica terrà le consultazioni e, in quella sede, ogni partito potrà esporre le sue preferenze e le sue proposte sulla personalità a cui conferire l’incarico». Per il titolare del Quirinale «Bisognerà vedere che specie di governo si farà, quali saranno i risultati del voto, altrimenti facciamo tutte ipotesi campate in aria».

L’ACCORDO SULLA PRODUTTIVITA’, «UN FATTO IMPORTANTE» –  E, al margine della visita all’ambasciata italiana di Parigi, Napolitano ha commentato anche l’accordo sulla produttività che è stato firmato da tutte le sigle sindacali eccetto la Cgil: «mi auguro che ci sia un riavvicinamento perché è importante che non manchi il contributo della Cgil», ha detto il Presidente aggiungendo che si tratta, comunque, di «un fatto importante». Napolitano ha concluso ribadendo che il governo ha assicurato che «non si è abbassata nessuna saracinesca» rispetto ad una trattativa con la Cgil.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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