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Opinioni e commenti
 

Obama uniti si va avanti!
Pubblicato il 07-11-2012


«Il compito di rendere l’America unita va avanti». Barak Obama continuerà nella guida degli Stati Uniti d’America. Ha conquistato almeno 330 collegi elettorali sui 270 necessari per sedere sulla più importante poltrona dello Studio Ovale alla Casa Bianca. «Siamo una famiglia americana, cadiamo e ci rialziamo tutti insieme come una nazione. Nei nostri cuori c’è la certezza che per gli Stati Uniti d’America il meglio deve ancora venire», ha detto il Presidente nel suo discorso di ringraziamento a Chicago. Obama ha ottenuto un successo particolarmente importante perché è riuscito a conquistare stati “difficili” come l’Ohio, la Pennsylvania, il Wisconsin, l’Iowa e il New Hampshire con una maggioranza raggiunta già prima che lo spoglio fosse completo.

HOPE – Sembra ieri quando l’America fu inondata di manifesti che ritraevano il volto di quello che oggi è il 44esimo presidente degli Usa con la scritta “Hope”. Di fatto la sua prima elezione, nel novembre del 2008, ha rappresentato un capitolo della storia. Fu il primo presidente afroamericano a salire alla guida di un Paese che, solo fino agli anni ’60, aveva conosciuto la piaga della segregazione razziale. Nel discorso tenuto a Chicago di fronte ai suoi sostenitori Obama ha invitato a lavorare insieme, Democratici e Repubblicani, per far fronte ai problemi che colpiscono oggi l’America. Il deficit federale, la riforma del sistema fiscale, la riforma delle leggi sull’immigrazione e la riduzione della dipendenza rispetto alle risorse petrolifere straniere saranno i temi in cima all’agenda presidenziale. Il primo mandato di Obama è stato segnato, tra le altre cose dalla storica riforma del sistema sanitario che è passata sotto il nome di “Obamacare”, passata nonostante la forte opposizione dei Repubblicani. Da ricordare anche il salvataggio del distretto industriale automobilistico di Detroit e la politica di apertura agli omosessuali nell’esercito con l’abolizione della regola del “don’t ask, don’t tell” che impediva alle persone gay di prestare servizio nelle forze armate. Sul piano internazionale, il suo mandato è stato caratterizzato dal ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq e dall’uccisione di Osama Bin Laden, avvenuta in Pakistan nel 2011.

AFFLUENZA RECORD NEGLI STATI CHIAVE – L’ambasciatore americano in Italia, David Thorne, ha riferito che l’affluenza sarebbe stata del 62 per cento, «un dato molto alto», soprattutto rispetto al tradizionale astensionismo che caratterizza gli Usa. Contrariamente a molte previsioni, infatti, l’affluenza alle urne ha raggiunto livelli altissimi per queste elezioni presidenziali 2012, con milioni e milioni di americani in fila per deporre la scheda nell’urna. In tre stati chiave, Florida, Virginia e Ohio l’affluenza potrebbe aver superato quella, già storica del 2008. Molti seggi hanno avuto problemi di carenza di schede e sono stati costretti a sospendere le operazioni di voto in attesa dei rifornimenti, con centinaia di persone in fila in attesa al freddo e al buio. In alcune contee gli elettori hanno aspettato fino a cinque ore per poter esercitare il loro diritto di voto. Secondo i primi dati il gruppo di elettori più attivo è stato quello latino americano, che ha rappresentato il 10 per cento del totale, dal 7,5 per cento di quattro anni fa. Un aumento di affluenza che ha senza’altro favorito il fronte democratico. In Virginia si sono registrate grosse differenze tra gruppi di elettori, con un forte calo degli evangelici e un netto aumento degli afroamericani. Anche tra gli americani di origine asiatica Obama ha aumentato il sostegno: hanno votato per lui il 74 per cento degli elettori asiatici, contro il 25 per cento dato a Romney, con un margine di 49 punti, quasi il doppio rispetto ai 27 punti di quattro anni. Diversa la situazione per quello che riguarda la fetta dell’elettorato giovanile dove si è registrata un’affluenza in flessione. La dinamica era prevista anche se Obama ha mantenuto un ampio margine di 24 punti contro i 34 del 2008. Ma va osservato però che, contrariamente ai pronostici che ipotizzavano una maggiore disattenzione da parte degli elettori tra i 19 e i 29 anni, l’affluenza alle urne degli elettori più giovani è stata leggermente superiore alla media e questo è stato un fattore della vittoria.

ROMNEY TELEFONA AD OBAMA, PREGO PER IL TUO SUCCESSO – Arriva dopo un paio d’ore la telefonata con cui Romney riconosce la vittoria di Obama. L’ex governatore del Massachusetts ha, infatti, atteso i report che gli arrivavano dal suo staff che, inizialmente, hanno messo in discussione il risultato dell’Ohio. Poi l’ex governatore del Massachusetts si presenta a rendere conto della sconfitta al quartier generale di Boston. «Questo è tempo di grandi sfide per l’America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese. Adesso democratici e repubblicani lavorino insieme» ha detto Romney che, però, è accolto tra i fischi.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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