martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Pdl, primarie verso un binario morto. In cambio il Cav non lancerebbe Forza Italia 2.0
Pubblicato il 29-11-2012


Silvio Berlusconi decide di saltare la trasferta nella Capitale preferendo rimanere a Milano, lontano dal caos del Pdl. Oggi il Cavaliere tornerà ad incontrare i giocatori del Milan così come non è affatto esclusa la presenza domenica, sempre nel capoluogo lombardo, al convegno dei cristiani popolari di Mario Baccini. L’intenzione è quella di evitare di essere a Roma mentre sono in corso le ultime trattative all’interno del Pdl per evitare la debacle completa. Nonostante manchi l’ufficialità la notizia dell’archiviazione delle primarie appare ormai più che scontata dopo che Angelino Alfano avrebbe dato il suo assenso, raccontano diversi esponenti del partito. L’unica a ‘resistere’ è Giorgia Meloni.

NIENTE PRIMARIE MA PDL ANCORA IN PISTA – A tessere le fila della trattativa sarebbe stato Denis Verdini secondo alcuni in accordo non solo con l’ex capo del governo ma, appunto, anche con lo stesso segretario pidiellino. La rinuncia alle primarie, mai volute dal Cavaliere, avrebbe come contropartita l’impegno dell’ex premier a non boicottare il Pdl e a frenare il lancio di Forza Italia 2.0. Il partito pero’ verrebbe profondamente rinnovato come chiesto da Berlusconi. La ristrutturazione potrebbe escludere pero’ i dirigenti che provengono dalle file di Alleanza Nazionale. Gli ex An infatti sono pronti, nel caso il partito si trasformasse in una nuova FI, ad andare via dando vita ad un soggetto politico (‘Centrodestra nazionale’ sarebbe uno dei nomi presi in considerazione) da federare al ‘nuovo’ Popolo delle Liberta’. Il passaggio formale per l’archiviazione definitiva delle primarie dovrebbe essere un ufficio di presidenza da convocare i primi giorni della prossima settimana ufficializzando pero’ entro domani l’addio alla consultazione popolare.

TUTTI A LAVORO PER EVITARE SCISSIONI – In realta’ a via dell’Umilta’ si lavora ininterottamente per trovare un compromesso in grado di evitare scissioni. Un rischio che in diversi tra i dirigenti pidiellini vorrebbero evitare dopo aver visto i sondaggi poco lusinghieri che raccoglierebbe anche un’eventuale federazione tra Fi e ex An: Non riusciremo a superare nemmeno il 13%, confida un ex ministro. L’idea di arrivare ad una separazione consensuale pero’ non e’ nuova nella mente del Cavaliere, convinto invece che una federazione possa ampliare il bacino di voti e catturare gli elettori delusi.

DUBBI SULLE INTENZIONI DEL CAV – Certo, nel Popolo della Liberta’, i dubbi su quali siano le reali intenzioni dell’ex capo del governo restano tutti sul tavolo cosi’ come la convinzione che Berlusconi continui a lavorare ad una sua lista da affiancare all’attuale partito. Di questo il Cavaliere avrebbe discusso ieri sera in una cena con alcuni amici di vecchia data con cui sarebbe tornato a lamentarsi del poco appeal che ha il partito e soprattutto dell’esigenza di porre una linea di confine tra il vecchi e nuovo: c’e’ bisogno di rinnovamento e di nuovi volti anche da spendere in televisione dove sono stufo di vedere sempre le stesse facce. A frenare l’ex capo del governo dallo svelare una volta per tutte le sue mosse sarebbero pero’ i sondaggi poco rassicuranti in merito ad una sua ridiscesa in campo. A condizionare sara’ comunque l’esito del ballottaggio del Pd ma soprattutto la trattativa sulla legge elettorale che, a detta di Berlusconi, potrebbe essere condizionata a suo svantaggio se svelasse i suoi piani, prima di un accordo tra i partiti.

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