mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, stop all’emendamento salva-esodati per copertura finanziaria «inadeguata»
Pubblicato il 06-11-2012


Sembra la cronaca di una morte annunciata. È arrivato lo stop all’emendamento sulla Legge di Stabilità che avrebbe dovuto ampliare le garanzie per i lavoratori esodati e che era stato votato all’unanimità dalla commissione Lavoro con l’unica eccezione del suo vicepresidente Giuliano Cazzola che non aveva preso parte al voto. Come annunciato negli scorsi giorni, la commissione Bilancio della Camera ha infatti giudicato inammissibile l’emendamento alla Legge di Stabilità presentato a causa, spiega proprio Cazzola, delle coperture finanziarie giudicate «inadeguate».

CAZZOLA, SALVIAMO I MIEI EMENDAMENTI – «La commissione Bilancio della Camera ha dichiarato inammissibili due emendamenti alla legge di stabilità a mia prima firma: uno riguardante la ricongiunzione contributiva onerosa e l’altro concernente l’estensione delle salvaguardie ad altre categorie di esodati ora escluse». A dichiararlo, in una nota che compare sul suo sito internet, è lo stesso Cazzola che spiega di essersi appellato per salvare i suoi emendamenti: «Naturalmente ho presentato ricorso, ma confido che i due relatori», che il vicepresidente della commissione Bilancio ha definito «di grande valore»,  «sappiano indicare ogni possibile misura correttiva degli errori compiuti in proposito, negoziando con il governo come si sarebbe dovuto fare fin dall’inizio di questa complessa vicenda».

GLI “ESODATI”, UN EUFEMISMO PER UNA PIAGA TUTTA ITALIANA – La “vertenza” relativa a quell’insieme di categorie professionali, definiti “esodati”, riguarda lavoratori over 50 che sono stati espulsi dal mercato dal lavoro, ma non ancora mandati in pensione come conseguenza dell’innalzamento dell’età o dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico decretato dalla riforma “Fornero”. Gli esodati sono dunque persone che hanno perduto il posto di lavoro come conseguenza di un accordo sindacale, di una ristrutturazione aziendale o anche di un accordo di natura economica con il datore di lavoro, contando di poter accedere, in breve tempo, al trattamento pensionistico per poi vedere, improvvisamente, allungarsi il periodo di attesa.

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