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Opinioni e commenti
 

Per chi suona la campanella? Cinquemila studenti in piazza contro i tagli del governo
Pubblicato il 10-11-2012


Per chi suona la campanella? Per le centinaia di studenti e universitari che oggi, come già hanno fatto ieri, scenderanno in strada per dire basta al governo Monti. Sono stanchi e arrabbiati contro chi non fa nulla per mettere in sicurezza i tantissimi edifici scolastici a rischio cedimento, contro il caro libri che con la crisi galoppante si fa sentire oggi più di prima, contro i tagli previsti dalla Legge di Stabilità che “mortificano l’istruzione, l’offerta formativa”, contro la riforma della classe docente. Per oggi è prevista una manifestazione cittadina organizzata dal Coordinamento scuole di Roma che riunirà ragazzi, insegnanti e genitori e che sfilerà per le strade della città, dall’Esquilino a Piazza dei SS Apostoli.

CINQUEMILA IN PIAZZA – Intanto ieri a tenere banco è stata la protesta che ha coinvolto oltre cinquemila studenti di istituti, che sono stati occupati, in tutta Italia. Tantissime le attività extradidattiche annullate: una sollevazione di voci che proviene non solo dagli studenti ma anche dai professori, di ruolo e precari, dal personale, dal mondo della scuola e universitario tutto. Cortei a Roma, Bologna e Ostia, Bari e Firenze, Torino e Milano. Tutti in strada al grido: “Siamo stanchi di essere presi in giro, di attendere che qualcuno si dia una svegliata e ci sembra che questo Ministro abbia meno risposte di noi”.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA – E mentre nelle piazze esplode la rabbia spontanea, il ministro Profumo cerca di placare gli animi ribadendo che: “l’istruzione è una priorità: i problemi sono grandi, interverremo, perché la scuola è il miglior investimento sul futuro per costruire un Paese più moderno”. In attesa di questi interventi, però, studenti e docenti non smettono di contestare. Tanti i motivi. Due su tutti pare abbiano scatenato il malcontento: l’aumento dell’orario di insegnamento frontale per i professori da 18 a 24 ore previsto dalla Legge di Stabilità, questione che sembra però tornata in forse grazie a un emendamento che dovrebbe far naufragare definitivamente l’idea, anche se rimane la preoccupazione per i possibili tagli che il dicastero dovrà operare per reperire i fondi; la seconda questione riguarda il contenuto del ddl 953 (ex Aprea) sulla riforma degli organi collegiali che permetterebbe l’ingresso ai privati e agli sponsor nei Consigli di Autonomia (ex Consigli di Istituto) e che aumenterebbe il potere dei dirigenti scolastici, riducendo la partecipazione della rappresentanza studentesca.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI – Ma le ragioni non si esauriscono qui. Su tutte vi è la sensazione diffusa tra gli studenti di essere stati abbandonati a loro stessi. Gli studenti non ci stanno: “Siamo stanchi, vogliamo delle risposte” gridano e cortei, sit-in, flash mob agitano le piazze d’Italia. La protesta studentesca proseguirà anche nei prossimi giorni. Il 14 novembre, giorno dello sciopero generale indetto dalla Cgil, ma esteso, in senso generale a tutta Europa contro la Troika e le misure di austerità; lo sciopero Europeo alla Notte Bianca dell’Istruzione Pubblica il 16 novembre, la Giornata Internazionale dello Studente del 17.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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