sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Per Tripadvisor l’Italia viaggia in ritardo
Pubblicato il 09-11-2012


L’Italia viaggia in ritardo. È quanto emerge da un’indagine di Tripadvisor, il popolare sito web che si occupa di viaggi su cui turisti di tutto il mondo si scambiano, in rete, pareri personali e recensioni riguardo a hotel, ristoranti e attrazioni turistiche. Proprio per la sua natura a rete, i giudizi espressi dagli utenti sono ritenuti imparziali e questo ha portato il sito, in pochi anni, a posizionarsi come una delle fonti più accreditate per orientarsi a raccogliere informazioni. Il sondaggio effettuato su un campione di oltre 1.400 viaggiatori ha rivelato che ben un quarto, cioè circa il 25 per cento dei viaggiatori italiani ha dovuto fare i conti con ritardi significativi dei mezzi di trasporto durante le proprie vacanze.

SCIOPERI E NON SOLO, MA NON SI RINUNCIA ALLA VACANZA – Dalle risposte degli intervistati è emerso che più di un italiano su 10, circa il 13 per cento, ha dovuto affrontare problemi legati a scioperi ed agitazioni sindacali durante le proprie vacanze nell’ultimo anno. Ma, nonostante le difficoltà, secondo l’inchiesta, più della metà, cioè circa il 53 per cento degli italiani, non ha comunque rinunciato a spostarsi per raggiungere le località di vacanza. La maggior parte degli italiani ha dichiarato che, semplicemente, la strategia migliore per affrontare questo tipo di situazione è quella di limitarsi a posticipare gli spostamenti. Solo il 18 per cento si scoraggia fino a lasciar perdere.

UN PROBLEMA DEI “PIGS” EUROPEI –  Ma non sembra essere solo lo “Stivale” a zoppicare quando si tratta di puntualità. La percezione di un generale disservizio riguarderebbe tutti quei paesi europei che, negli ultimi anni, maggiormente hanno fatto le spese della crisi economica e finanziaria. La percezione di un trasporto che non rispetta gli orari, infatti, sembra essere diffusa in tutti i paesi europei dove, per la prima volta dal 2008, i consumatori pensano di essere più “poveri” rispetto all’anno precedente. Tale sensazione, infatti, è particolarmente marcata in Spagna, dove il 53 per cento dei consumatori pensa di avere minore potere di acquisto rispetto al 38 per cento nel 2011, in Portogallo, 68 per cento contro il 62 per cento del 2011, e in Grecia.

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