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Opinioni e commenti
 

Primarie Centrosinistra: Bersani avanti di 9 punti, ultimo sforzo per vincere al ballottaggio contro Renzi
Pubblicato il 26-11-2012


Pier Luigi Bersani era rimasto sempre con i piedi per terra ma molti dei big del Pd, tutti schierati con lui, avevano creduto di potercela fare al primo turno. Ed invece, da questa mattina, si riparte da capo per una battaglia che si annuncia dura e non priva d’imprevisti. Nella baraonda di numeri sull’affluenza e sulle schede di volta in volta scrutinate, una cosa è chiara: il segretario democratico Bersani e il rottamatore Renzi andranno al ballottaggio il prossimo 2 dicembre. A mettere un punto sulle querelle circa l’effettivo distacco tra i due principali sfidanti sono le parole di Nico Stumpo, coordinatore nazionale delle primarie del centrosinistra, che questa mattina ha annunciato: “Hanno votato circa 3 milioni e centomila cittadini. Bersani è al 44,9%, Renzi al 35,5%, Vendola al 15,6%, Puppato al 2,6% e Tabacci all’1,4%. Questi dati possono avere solo minime variazioni: forse manca qualche sezione in Umbria e a Milano, ma già ieri si poteva discutere più o meno con gli stessi numeri”.

LA SODDISFAZIONE DEL SEGRETARIO BERSANI Già nella serata di ieri infatti, il leader del Pd aveva espresso la sua soddisfazione per la grande partecipazione e per il merito, riconosciutogli anche dal sindaco, di aver voluto primarie aperte: “E’ stata una giornata straordinaria perché l’ho voluta io”. Dopo la chiusura dei seggi, Bersani ha chiamato Renzi e gli ha riconosciuto il buon risultato e l’effetto positivo che la sfida, condotta con i muscoli ma senza colpi bassi, ha avuto per motivare gli elettori ad andare ai gazebo. “Renzi è un protagonista, siamo riusciti insieme a raffigurare l’idea che siamo un grande campo”, si compiace Bersani anche se, spiegano fonti democratiche, i voti complessivi sono poco di più delle primarie del 2009, eppure allora erano del Pd e non della coalizione. Sulla forza della coalizione ci sara’ da lavorare ma dopo aver vinto la sfida di partenza contro Renzi per il quale “ora si riparte zero a zero”. Il primo sforzo per i sostenitori del segretario sarà riportare a votare quasi 3,1 milioni di persone. Pur non avendo vinto al primo turno, il leader Pd guarda il lato positivo, ovvero che la campagna per il ballottaggio sarà un pezzo in più della battaglia vera, cioè per le elezioni politiche. “Il risultato per me è ottimo e allunga di una settimana l’attenzione del paese su di noi e ci consentirà di far vedere chi siamo: un grande schieramento di progressisti in grado di dare una mano a questo paese”, sostiene Bersani, che, con i numeri dei partecipanti alle primarie, vuole dimostrare agli interlocutori esteri e ai mercati che il Pd è una forza affidabile e soprattutto radicata nel Paese.

SUD E REGIONI ROSSE – L’analisi del voto, per quanto incompleta, offre però anche spunti di analisi non privi di ombre: al Sud c’è un calo della partecipazione, già emerso nel voto alle elezioni siciliane. E nelle regioni rosse, in Toscana e in Emilia Romagna, Renzi è piaciuto oltre le aspettative all’elettorato di centrosinistra. E l’appeal del sindaco di Firenze rafforza la convinzione di chi, come Enrico Letta, spera che “Bersani e Renzi insieme collaboreranno per rafforzare il centrosinistra”. Ma, prima di parlare di collaborazione tra i due big del Pd c’è una sfida da vincere.

BERSANI, RENZI E IL BALLETTO DEI COMMENTI A CALDO – Il balletto delle dichiarazioni e commenti a caldo dei due finalisti del Pd che correranno al ballottaggio è stato caratterizzato dal massimo aplomb: “Siamo tutti importanti, Renzi è un protagonista di questa battaglia, ha dato vivacità siamo un grande campo e una grande squadra. Ognuno in questa squadra ha un compito. Ma non facciamo il bilancino”, ha detto Pier Luigi Bersani riferendosi al ruolo di Matteo Renzi dopo il primo turno delle primarie del centrosinistra mentre il rottamatore democratico ha commentato: “Dobbiamo ripartire analizzando i dati dove siamo andati peggio, rimettendo in circolo i nostri comitati, che sono più di 500, e i nostri 130 mila volontari web”.

BERLUSCONI, CON RENZI POSSIBILE PARTITO SOCIALDEMOCRATICO Prime ombre per Matteo Renzi vengono dall’appoggio smaccato del leader del Pdl Silvio Berlusconi che questa mattina ha commentato: “anche l’Italia potrebbe avere un partito socialdemocratico che gli altri paesi si sono dati. Qui abbiamo ancora questa negatività per cui esiste un partito che si rifà all’ideologia comunista e questo provoca una politica che conosciamo: una politica dell’invidia, la politica di colpire le classi più abbienti, le imprese, la politica del più tasse”. Renzi, ha aggiunto, “ha portato avanti delle idee che non sono le stesse del Pci, Pds, Ds e Pd, ancora formato dagli uomini che derivano dalle file del vecchio partito comunista italiano e che non hanno mai abbandonato l’ideologia comunista”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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