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Opinioni e commenti
 

Primarie centrosinistra, Renzi continua con i soliti slogan e ritorna sulla rottamazione
Pubblicato il 27-11-2012


Dopo la batosta dei quasi 10 punti di distacco alle primarie e dopo le parole cariche di orgoglio per la vittoria annunciata proferite dal leader del Pd Bersani, arriva la risposta dovuta e smaccatamente “rottamatrice” di Renzi. La ricetta proposta? Cambiare modulo, sistema di gioco e calciatori, prendendosi anche il lusso di mandare in tribuna alcune bandiere. E soprattutto sostituire l’allenatore: la squadra per cui fa il tifo, spiega il sindaco di Firenze Matteo Renzi, è la stessa di Pier Luigi Bersani, ma se sarà lui a guidarla “le cose cambieranno davvero”. Ecco perché, spiega Renzi replicando a Bersani, quel ricorso alla contrapposizione tra “noi” e “loro” interna al Partito democratico: “Chi pensa che la classe dirigente del centrosinistra abbia fatto bene scelga Bersani, chi vuole cambiare scelga noi”.

RENZI, D’ALEMA E BINDI IN PANCHINA Gli slogan soliti per mascherare uno stare sulla difensiva di chi teme la sconfitta al ballottaggio di domenica prossima. “Siamo convinti –  dice Renzi – di potercela fare”. E in quel caso Massimo D’Alema e Rosy Bindi – sono i nomi che cita il rottamatore – finiranno in panchina, forse anche in tribuna. “Se vince Pier Luigi Bersani non è la stessa cosa. Siamo due allenatori diversi, la squadra è la stessa ma c’è un allenatore che fa il catenaccio e un allenatore che fa il calcio totale. Per vincere la partita bisogna giocare un po’ di più all’attacco e sul possesso palla e un po’ meno in difesa”, dice il sindaco di Firenze assicurando comunque che “se vince Bersani sarà il primo a fare il tifo”.

LE POLEMICHE DEL DOPO VOTO Tornando all’analisi del voto Renzi non sono mancate le polemiche. Il sindaco di Firenze individua nelle regioni a tradizione di sinistra il suo punto di forza, mentre qualcosa gli è mancato al Sud, e chiede la pubblicazione online dei verbali per una presunta discrasia tra i risultati ufficiosi e quelli dei 4000 seggi coperti dai suoi rappresentanti di lista, dove il distacco da Bersani risulterebbe inferiore al 5%, e non di 9 punti. “Bersani ha detto cose molto piacevoli rispetto a come sono andate le primarie – ha proseguito Renzi – Tutte le considerazioni che Pier Luigi ha fatto mi convincono. Spero che Bersani si sia convinto che a quella che a lui chiama ditta vogliamo bene anche noi. Son partiti ‘tutti per Bersani’, sono arrivati ‘molti per Bersani’, non abbastanza per vincere il primo turno”.

RENZI, A.A.A. CONSENSI CERCASI Per lo spareggio, Renzi fa un ultimo appello per racimolare più voti possibili, nella speranza di pescare consensi nel bacino degli altri candidati ormai fuori dalla corsa. Il rottamatore si affida a quelli che considera i “voti di opinione” andati a Nichi Vendola a Milano, Roma e in Puglia, alle percentuali ottenute da Laura Puppato e Bruno Tabacci e anche a chi ha votato Bersani pensando che le primarie fossero solo una “formalità”. C’è poi la possibilità, secondo Renzi, di allargare la partecipazione consentendo la registrazione on line fino al giorno del voto. “Tra il primo e il secondo turno – afferma Renzi – in Francia la partecipazione è aumentata di dieci punti”. Durante la settimana, ci saranno altri faccia a faccia con Bersani, il primo mercoledì sulla Rai: “Dobbiamo capire la disponibilità di Pier Luigi ai confronti televisivi”, spiega. “Noi”, conclude, “non vogliamo sfasciare il partito democratico”, ma “l’unico modo per farlo vincere è cambiare lo schema di gioco, qualche giocatore, i convocati e anche l’allenatore. Se riusciamo nella nostra impresa vinciamo davvero”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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