venerdì, 22 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Primarie Pd, faccia a faccia Bersani-Renzi. Dibattito a tutto campo
Pubblicato il 29-11-2012


Quasi due ore di dibattito e oltre 6,5 milioni di spettatori. Questi i numeri del faccia a faccia tra i due candidati premier del centrosinistra, confrontatisi ieri sera in un dibattito tv su RaiUno, condotto dalla giornalista Monica Maggioni. I due contendenti hanno confermato posizioni differenti su alcuni dei temi affrontati, come fisco, alleanze, costi della politica, conflitto di interessi, pensioni e politica estera. L’appuntamento alle urne è per domenica 2 dicembre quando gli elettori del centrosinistra decideranno chi sarà il loro leader della coalizione che si presenterà alle elezioni politiche della prossima primavera.

POSSIBILI ALLEANZE –  Sul tema delle alleanze Bersani ha garantito che l’esecutivo «sarà espressione dell’alleanza che va da Sel, ai socialisti, ai movimenti civici indipendenti, e in presenza di un accordo programmatico le forze moderate e di centro, a seconda di come si organizzeranno». Secondo l’avversario Renzi invece «il programma che vince è quello che esce dalle primarie. Per me l’Udc deve stare fuori. Anche, anzi soprattutto, quella siciliana» ha ribadito.

BERSANI DIFENDE L’ALLEANZA CON SEL – Bersani ha voluto ribadire la sua fiducia nell’alleanza con il partito di Nichi Vendola, mentre il sindaco di Firenze ha espresso le sue perplessità. «Sel è una forza nettamente europeista, favorevole agli Stati Uniti d’Europa», ha ricordato il segretario democratico. «Quanto a Monti, credo che tutti sentiamo che dobbiamo andare un pò oltre, senza negare rigore e credibilità, ma cercando di metterci un pò più equità e se possibile lavoro», ha chiarito. Del resto, ha sottolineato, «se Hollande e Monti si trovano d’accordo, come si vede forse persino posizioni liberali possono incrociare un europeismo che viene da una tradizione socialista».

DIVERGENZE SULLE PENSIONI – Sul sistema pensionistico Bersani si è dichiarato contrario «agli scaloni e se ci avessero dato ragione e avessimo pensato a uscite più flessibili ora non saremmo alla situazione attuale», con il problema degli esodati. Renzi ha attaccato i precedenti governi di centrosinistra, in particolare sul tema della riforma Damiano, ribadendo la necessità di rottamare la classe dirigente del passato e definendo «giusta» la riforma del ministro del Lavoro Fornero, «a parte gli esodati».

FISCO, RENZI ATTACCA BERSANI – Quando si è affrontato l’argomento del fisco, il sindaco di Firenze ha attaccato Bersani ricordando che questi è stato «al governo 2547 giorni in questi anni, forse dobbiamo porci il problema anche di quello che non abbiamo fatto». Renzi ha rimproverato al segretario Pd il fatto di aver aderito a un modello fiscale «forte coi deboli e debole coi forti», aggiungendo che Bersani e Visco hanno «dato poteri a Equitalia».

IDEE DIVERGENTI SUI COSTI DELLA POLITICA – È stato poi affrontato il tanto discusso tema dei costi della politica. Renzi ha proposto un pò demagogicamente l’abolizione del finanziamento ai partiti e dei vitalizi, mentre Bersani ha dichiarato necessario lo studio di «un tetto ai cumuli dei vitalizi e delle pensioni», dicendosi non contrario al finanziamento pubblico.

IL NUMERO DEI MINISTRI – Qualora dovesse vincere il segretario democratico il governo avrà 20 ministri «metà uomini e donne e con un rinnovamento generazionale molto netto, anche se non prima di esperienza» ha garantito Bersani. Renzi invece sostiene che 10 ministri siano sufficienti.

Silvia Sequi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento