giovedì, 21 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Primarie Pdl, Berlusconi tentenna e Alfano replica: «Farle è una questione di serietà»
Pubblicato il 09-11-2012


«Mentirei se dicessi che considero le primarie salvifiche. Abbiamo bisogno di volti nuovi e protagonisti nuovi». Secondo quanto appreso, con queste parole Silvio Berlusconi avrebbe lasciato intendere lo scarso convincimento a rendere concrete le primarie, previste per il 16 dicembre. Primarie di cui si è parlato nelle ultime settimane e che rappresenterebbero la prima volta all’interno del partito di centro-destra fondato e guidato dal Cavaliere stesso dal 1994. Fino a pochi giorni fa è stato lo stesso Berlusconi a lanciare le primarie, data in cui sarà decretato il suo presunto successore, dopo aver deciso e annunciato che, per l’amore dell’Italia, preferisce rinunciare alla candidatura a Palazzo Chigi. La sua “discesa” in campo di diciotto anni fa sembra esser stata citata dallo stesso Berlusconi nel corso dell’Ufficio di Presidenza del Pdl, riunitosi ieri a Palazzo Grazioli. Secondo l’ex premier bisogna «cambiare tutto, non solo il nome, per recuperare i nostri elettori. C’è bisogno di un grande shock. Serve un Berlusconi del ‘94».

IL VERTICE A PALAZZO GRAZIOLI – Durante il vertice di ieri era presente l’élite del berlusconismo. Oltre al “delfino” Angelino Alfano, vi erano l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, il capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto e Denis Verdini, coordinatore nazionale del partito. Alla fine, dopo numerose mediazioni dei partecipanti, sembra che la decisione sia stata quella di procedere alle primarie, ma in una versione “light”, simile al modello americano: assemblee provinciali che di fatto stemperano il dato dell’affluenza. E convention finale, in prossimità delle elezioni.

ALFANO DIFENDE LE PRIMARIE – Nonostante la sconfitta alle elezioni regionali in Sicilia e la “sfiducia” da parte del Cavaliere, il segretario del Pdl ha ribadito di non voler mollare e l’intenzione di partecipare alle prossime primarie, aggiungendo però di «non voler essere designato al nulla». Alfano ha inoltre sollecitato «a  prendere una decisione definitiva», poiché «non siamo barzellettieri».

SANTANCHÈ, SE VINCO AZZERO IL PARTITO – Oltre ad Alfano, favorevole alle primarie è tornata a dichiararsi Daniela Santanchè, ex sottosegretario Pdl alla Presidenza del Consiglio. «Se vinco le primarie azzero il Pdl, basta professionisti della politica» avrebbe promesso. L’esponente Pdl avrebbe inoltre chiesto al Cavaliere «di non fare passi indietro, ma due avanti visto che Casini non viene con noi a fare il centrodestra, ma va a sinistra». Su Alfano, Santanchè ha voluto spiegare che essere il segretario del Pdl e avere un presidente come Berlusconi non è affatto facile. «Lui però doveva rinnovare, senza portare avanti una linea politica che andasse a braccetto con Monti e senza presentarsi con il cappello in mano da Casini. Sono errori indotti non solo da lui, però andava fatto di più» ha fatto notare l’onorevole.

Silvia Sequi 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento