mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Produttività, l’accordo proposto da Confindustria spacca i sindacati. Serve unità oggi più che mai
Pubblicato il 20-11-2012


In queste ore si sta discutendo alacremente su un testo di accordo sulla produttivitá che é stato proposto dal presidente di Confindustria, e a cui hanno giá dato il loro assenso molte associazioni datoriali e la Cisl, che pare già oggi intenzionata a firmare, la Uil si é riservata invece di decidere dopo la segreteria convocata per lunedì e la Cgil invece, attraverso una lettera del segretario generale Susanna Camusso, ha chiesto alle associazioni di evitare di andare verso una situazione che di fatto la escluderebbe dall’accordo e quindi invita a  riprendere il confronto su alcuni punti relativi alla rappresentanza e alla fiscalitá, con particolare riferimento a provvedimenti del governo in merito al cuneo fiscale.

TORNARE ALLA CONCERTAZIONE – Non intendo intervenire su questioni che debbono essere assolutamente lasciate alle decisioni autonome del sindacato, ma mi preme far rilevare alcune considerazioni che dovrebbero anche essere presenti alle associazioni padronali. La vicenda dei 19 in Fiat, con relative decisioni dei giudici del lavoro, in merito al loro reintegro, la situazione drammatica del Paese gravato da migliaia di crisi aziendali, dovrebbe far comprendere a tutti che oggi non é il momento degli accordi separati, ma é l’ora della coesione e il Paese ci chiede di tornare alla stagione e al metodo della concertazione che le parti sociali e il governo furono capaci a mettere in campo nel 1993, firmando un accordo storico che metteva al centro il tema della rappresentanza del sindacato nei luoghi di lavoro, e che permise all’Italia di entrare in Europa.

ANCHE LA FIOM DEVE AVERE IL SUO SPAZIO – Altro tema che dovrebbe essere ben presente alle associazioni é che é assai difficile se non impensabile poter ottenere seri risultati sul terreno della produttivitá nelle aziende se non viene coinvolto il piú grande sindacato sul piano numerico che é ancora la Fiom, come ben sanno Fim e Uilm, in moltissime aziende del settore metalmeccanico, e a questo proposito non vedo perché ci si debba sottrarre a ideare sistemi di calcolo degli iscritti nei luoghi di lavoro, questa coraggiosa, ma dovuta scelta, permeterebbe anche a Uil e Cisl di portare la Cgil a discutere sul terreno delle nuove relazioni industriali e a costruire un sistema  basato sulla partecipazione dei lavoratori creando relazioni industriali simili a quelle in vigore in Germania.

SINDACATI UNITI CONTRO LE DESTRE – Ultima considerazione é che il movimento riformista che si pone l’ambizione e l’onere di governare il Paese e farlo uscire dalla crisi a mio avviso non puó prescindere dall’avere altresí un movimento sindacale unito,  oggi la divisione del mondo del lavoro sarebbe il piú grande regalo fatto alla destra e aprirebbe di fatto le porte a un governo dei tecnici come quello attuale che da questa firma verrebbe rafforzato e rilanciato, ci auspichiamo che sopra le ragioni di bottega prevalgono le ragioni del Paese come lo fu al tempo di Ciampi e che il sindacato si presenti unito alla firma cosí come si presentó nell’estate scorsa.

Marco Andreini

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