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Opinioni e commenti
 

Province: dal 2014 scatta il maxi taglio. Ecco cosa cambia
Pubblicato il 01-11-2012


Sta per cambiare la geografia delle province in Italia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il decreto legge che riorganizza gli enti di area vasta del nostro Paese definendo i tempi precisi per l’avvio del riordino delle province e delle dieci città metropolitane che, dopo più di venti anni, vedranno davvero la luce dal 2014. Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinario si ridurrà da 86 a 51. Discorso invece rimandato per quelle a statuto speciale. Dal primo gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il presidente potra’ delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 consiglieri provinciali. Per assicurare l’effettivita’ del riordino posto in essere, senza necessita’ di ulteriori interventi legislativi, il governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall’eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta.

STOP AL CUMULO EMOLUMENTI – Resta fermo il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali. Resta altresì ferma l’abolizione degli assessorati. Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo.

ELEZIONI A NOVEMBRE – A novembre 2013 si terranno le elezioni per eleggere i presidenti delle nuove Province. Non saranno più elezioni dirette ma di secondo livello. I membri del consiglio provinciale, inoltre, saranno sedici nelle province con più di 700mila abitanti, dodici in quelle con una popolazione tra 300mila e 700mila abitanti e dieci nelle altre.

TOSCANA CAMBIA VOLTO E LE REGIONI ‘MONOPROVINCIA’ – La Toscana e’ la regione che subisce maggiormente il riordino delle province con una riduzione sei capoluoghi. La Lombardia ne perde cinque e il Piemonte tre. In Basilicata, Molise e Umbria le province saranno dimezzate e le regioni resteranno dunque monoprovincia.

CITTA’ METROPOLITANE E UFFICI – Dal primo gennaio 2014 diventeranno operative le citta’ metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto. Le città metropolitane saranno Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile ) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati.

LA NUOVA MAPPA – Piemonte: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli. Liguria:Genova, Imperia-Savona, La Spezia. Lombardia: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia. Veneto: Venezia, Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno. Emilia Romagna: Bologna, Piacenza-Parma, Reggio Emilia-Modena, Ferrara, Ravenna-Forli’-Cesena-Rimini. Toscana: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno. Marche: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno. Umbria: Perugia-Terni. Lazio: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone. Abruzzo: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti. Molise: Campobasso-Isernia. Campania: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno. Puglia: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce. Basilicata: Potenza-Matera. Calabria: Reggio Calabria, Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone, Cosenza.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. L’unico risparmio che si avrà da questo provvedimento è sulla “democrazia”.
    Nel solo Lazio accorpamento di Province e Città Metropolitana determinerà una spesa di oltre 200.000.000,00 (duecentomilioni) di euro per sostituire o modificare la cartellonistica stradale. se questo dato lo moltiplichiamo per tutte le Province il risultato è: “dove stà il risparmio?”.
    Hanno pensato alla città metropolitana di Roma immaginandola come Parigi, Madrid, Londra o Berlino, dimenticando che La Provincia di Roma è 4 volte quella della Grande Londra, 40 volte quella della Grande Parigi istituita nel 2010, 8 volte più grande di Berlino e Brandeburgo annesso, 8 volte più grande della Regione di Madrid.
    Per quanto riguarda trasporti e rete infrastrutturale….NO COMMENT.
    VIVA I COMUNI

  2. premesso che il cambio di provincia non toglie la mia specificità polesana, cresciuta tra l’Adige e il Po, spero solo che dopo l’errore di allargare il numero delle province non sia un errore tagliarle: la crisi politica ed istituzionale va oltre alla semplice divisione territoriale: c’è un problema di gestione dello stato, c’è un problema dello stato nel territorio, ma soprattutto c’è un problema di valori-ideali dello stato. Nel nostro 1,3% l’ideale è ben saldo e, giusto o sbagliato che sia, è uin valore. Lottiamo per aumentarlo o seplicemente perchè altri sfornìnino un valore. Basta esaltazioni della persona: viviamo da comunità e non da sudditi!

  3. Se ci fosse la volontà di risparmiare svariati miliardi di euro, a parte le città metropolitane che è una buona idea, per il resto l’accorpamento delle Province oltre a non far risparmiare granchè allo Stato ( i costi aumenteranno semmai) si creeranno intoppi burocratici, sprechi e impossibilità a governare e sviluppare (soprattutto al sud) un territorio più vasto in quei capoluoghi di provincia già di per sè in serie difficoltà economiche. La soluzione migliore sarebbe la soppressione delle Regioni ed il trasferimento di tutti i poteri e le funzioni alle Province. In Calabria per esempio, anzichè aumentare le Province dalle attuali 5 a 7, si pensa di ridurle da 5 a 3. Cosenza è la Provincia con più comuni in maniera sproporzionata pur avendo il capoluogo cosentino meno abitanti ripsetto alle altre città capoluogo di provincia. Pertanto si dovrebbe creare la provincia di Sibari e quella di Castrovillari, cedendo a queste ultime cittadine svariati comuni orbitanti nella loro area territoriale confinante. Ripeto, secondo me, una politica seria, efficiente e senza sprechi sarebbe l’abolizione delle Regioni, le quali da quando sono state istituite hanno prodotto poca cosa, se non clientelismo, malaffare, corruzione e sprechi e ruberie a non finire.

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