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Opinioni e commenti
 

Raid a Roma. Il Consigliere della Comunità ebraica Victor Magiar: «Si faccia rispettare la legge Mancino»
Pubblicato il 24-11-2012


E’ polemica tra il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici dopo il raid in Campo de’ Fiori   contro un gruppo di tifosi della squadra inglese del Tottenham, nella capitale per l’incontro di calcio con la Lazio. L’assalto infatti è stato accompagnato da insulti antisemiti verso la squadra degli “Spurs” legata alla comunità ebraica di Londra. A dare il via alla polemica sono state le parole al vetriolo di Pacifici: “Se è possibile aggredire 50 tifosi del Tottenham a Campo de’ Fiori, vuol dire che Roma non è meno pericolosa di Tel Aviv”, ha detto due giorni fa durante una maratona oratoria davanti a Montecitorio, paragonando l’aggressione nella Capitale ai razzi che da Gaza colpiscono Israele. Pronta la risposta piccata del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: “Roma non è Tel Aviv. Non mi sembra che cadano razzi. Chiedo rispetto per le forze dell’ordine da parte di tutti, a cominciare dalla comunità ebraica”. Va ricordato inoltre che in occasione della manifestazione degli studenti del 14 novembre, finita con gli scontri sul Lungotevere, il presidente della comunità ebraica capitolina aveva lamentato il fatto che il corteo degli studenti era stato fatto passare davanti la Sinagoga. Ciò aveva costretto i bimbi della scuola ebraica a restare chiusi in Istituto. A fare il punto con l’Avanti! sugli episodi di violenza che hanno interessato la Comunità ebraica di Roma, Victor  Magiar, consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con delega alla cultura.

Consigliere Magiar ritiene che le forze dell’ordine non facciano abbastanza per tutelare la comunità ebraica a Roma?

No, le forze dell’ordine fanno un lavoro straordinario. Ma il 14 novembre in occasione della manifestazione nella Capitale non sono state compiute scelte molto curate, tanto che i genitori degli studenti della scuola ebraica costretti a restare chiusi in Istituto si sono organizzati per portare loro bottiglie d’acqua e poi per farli uscire. Il raid avvenuto a Roma nella notte tra mercoledì e giovedì, invece, ci lascia un po’ perplessi. Nella Capitale si percepisce un clima di violenza e trovo surreale che gli autori di questi episodi li rivendichino politicamente, oltre il diffondersi dell’idea che ci sia impunità per i responsabili. Stiamo rischiando l’assuefazione al fenomeno.

Per oggi è prevista un’altra manifestazione nella Capitale, teme che si possano ripetere episodi simili a quelli dello scorso 14 novembre?

Non ho idea di cosa succederà e come verrà gestita la manifestazione, ma trovo scandaloso che si permetta un’adunata di persone fasciste che si rifanno a ideologie e contenuti illegali. Da oggi il giudizio sarà sui fatti. Dopo si dovrà fare una seria analisi sulle responsabilità.

Non ritiene che al di là degli episodi gravissimi che si sono verificati, sia più opportuno che si collabori per fronteggiare i rigurgiti di antisemitismo?

Questa collaborazione esiste e normalmente è molto produttiva. In discussione è il fatto che da tempo ci sia lassismo verso gruppi violenti.

Cosa andrebbe fatto per frenare il riemergere di fenomeni sociali inquietanti a sfondo antisemita?

Si potrebbe cominciare dal far rispettare la legge Mancino, anche perché in una situazione di crisi economica questi gruppi cercano l’esasperazione.

Cosa pensa delle proposte, al vaglio in queste ore, di introdurre l’arresto in differita e l’introduzione dei caschi numerati?

Se l’ordinamento giuridico nazionale si livella alle nuove consuetudini europee sarebbe un fatto positivo. L’importante è non confondere le due cose: una è permettere alle forze dell’ordine di affrontare la violenza e un’altra è la repressione dei fatti criminali.

 Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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