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Opinioni e commenti
 

Sanità pubblica, scoppiano le polemiche per le parole di Monti. Palazzo Chigi corregge il tiro
Pubblicato il 28-11-2012


Le parole di Monti sul rischio di non sostenibilità del Sistema sanitario nazionale (Ssn), se entro i prossimi due anni non ci saranno «investimenti e capitali esteri per rilanciare il settore» , non sono piaciute nemmeno alla Cgil che ha prontamente replicato, ammonendo il suo “no” alla privatizzazione della nostra sanità pubblica. Contrario anche il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, l’associazione medici dirigenti, Costantino Troise secondo il quale Monti ha di fatto espresso una «dichiarazione di “default” del sistema sanitario universalistico come quello italiano. E per la prima volta viene esplicitato il problema della sostenibilità del nostro sistema sanitario». Nel pomeriggio di ieri il capo del governo ha in parte corretto il tiro precisando: «Le garanzie di sostenibilità non vengono meno», e aggiungendo che «per il futuro è però necessario individuare e rendere operativi modelli innovativi di finanziamento e organizzazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie».

LA PRECISAZIONE DI PALAZZO CHIGI – In seguito alle polemiche scoppiate per le parole di Monti, in una nota Palazzo Chigi ha voluto precisare che il premier «non ha messo in questione il finanziamento pubblico del Ssn, bensì, riferendosi alla sostenibilità futura, ha posto l’interrogativo sull’opportunità di affiancare al finanziamento a carico della fiscalità generale forme di finanziamento integrativo».

CGIL, NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEL SSN – Rettifica o meno, le dichiarazioni di Monti hanno suscitato diverse reazioni. Cecilia Taranto, segretaria nazionale Fp-Cgil e Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp-Cgil medici hanno replicato dichiarando che il capo del governo «non può permettersi certe preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale, dopo averlo ridotto all’osso. Se il governo ha intenzione di privatizzare, come denunciamo da mesi, lo dica. Noi lo combatteremo. Ma non può affamare la bestia per poi svenderla». I due sindacalisti hanno inoltre definito «gravi» le parole del premier.

ASSOMED, DICHIARAZIONI DI DEFAULT – Parole critiche sono state espresse anche da Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao Assomed, l’associazione medici dirigenti. Troise ha fatto notare che quando il premier parla di dover trovare nuove forme di finanziamento per il Ssn «sembra voler aprire al privato, magari con un modello come il ‘Medicare’ americano”» ammonisce il segretario dell’associazione. «Forse è già in campagna elettorale?» si è poi domandato.

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Commenti all'articolo
  1. E’ vero Monti è un liberista, ma il deficit c’è e la popolazione italiana tende ad avere una larga fascia di cittadini in età avanzata, personalmente lo giudico progresso l’aumento della vita media ma, questo non ci esime di occuparci della stabilità finanziaria della Sanità PUBBLICA. Cosa fare. Ridurre il numero di ASL è indispensabile, a mio avviso una per Regione è sufficiente. Incrementare i servizi sanitari in cooperativa può concorrere a ridurre i costi. Aumentare i controlli sull’industria farmaceutica è importante. Tutto questo dovrebbe portarci ad un dibattito che possa facilitare una posizione riformatrice per ridurre i costi e lasciare inalterati i servizi sanitari.

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