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Opinioni e commenti
 

Sanità Puglia, l’assoluzione di Vendola. Il leader di Sel: «Ora si va verso le primarie»
Pubblicato il 01-11-2012


«Un cittadino quanto più ha potere tanto più deve avere rispetto nei confronti della magistratura. Ossequio nei confronti della giustizia». Con queste parole Nichi Vendola ha commentato la sentenza di assoluzione nei suoi confronti poiché «il fatto non sussiste». Questa la motivazione espressa dal giudice d’udienza preliminare Susanna de Felice che ha assolto anche Lea Cosentino, l’ex dirigente generale dell’Asl di Bari e grande accusatrice del leader di Sel. «Mi è stata restituita quella innocenza che era già scritta dentro il mio cuore e che oggi è scritta nella sentenza di un giudice. Penso d’aver fatto bene a dichiarare che, nel caso di condanna, sarei uscito di scena» ha confidato Vendola. 

VENDOLA, ORA SI VA VERSO LE PRIMARIE – Il leader di Sel – dopo aver ricordato che «il conflitto virulento tra politica e giustizia è durato troppo a lungo» – ha parlato di “codice Vendola” contro quello dell’ex premier. «Berlusconi – spiega – a fronte di una sentenza di condanna per frode fiscale, uno tra i reati più infamanti, annuncia il ritorno sulla scena pubblica. Nel mio caso, il reato di concorso in abuso d’ufficio sarebbe stato sufficiente per congedarmi dalla scena pubblica». Il candidato alle prossime primarie del centro-sinistra ha poi voluto sottolineare di essersi «difeso dentro il processo, non dal processo. Ho provato un grande dolore, ma ora merito un po’ di felicità». E da ora in poi «posso cominciare a pensare alle primarie, naturalmente con uno svantaggio perché i miei “competitor” hanno cominciato da molto tempo e si dedicano a tempo pieno», spiega Vendola, ricordando che a frenarlo era il processo.

L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI BARI – Secondo la Procura di Bari, tra il settembre 2008 e l’aprile 2009, Vendola avrebbe fatto pressioni sull’ex direttore generale di Bari, Lea Cosentino perchè venisse riaperto il concorso per un posto da primario all’ospedale San Paolo di Bari, al fine di consentire al professore Paolo Sardelli di parteciparvi. La pubblica accusa aveva chiesto venti mesi di reclusione sia per il leader di Sel che l’ex Lady Asl. Il reato che veniva loro contestato era quello concorso in abuso d’ufficio.

D’ALEMA, LA SENTENZA RASSERENA VENDOLA MA ANCHE LE PRIMARIE – Secondo Massimo d’Alema, presidente del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) la sentenza di assoluzione restituisce serenità non solo a Vendola ma «anche alle nostre primarie, quindi ha un effetto positivo. Poi discuteremo sui problemi politici.

Silvia Sequi

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