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Opinioni e commenti
 

Si infittisce il mistero sul sequestro Spinelli: per Ghedini è tutto chiaro, ma spunta una pista svizzera e nuovi indagati
Pubblicato il 20-11-2012


«Leggo con stupore ricostruzioni fantasiose della grave e dolorosa vicenda che è accaduta alla mia famiglia e a me». È quanto afferma il ragionier Giuseppe Spinelli, contabile dell’ex premier Berlusconi, al centro del misterioso caso che lo ha visto coinvolto in un sequestro lampo, messo in atto da un banda guidata dal pregiudicato barese Francesco Leoni, ex pentito e affiliato al clan “Parisi”. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, lo scorso 15 ottobre, Spinelli sarebbe stato aggredito da uomini armati che lo hanno spinto all’interno della sua abitazione e immobilizzato insieme alla moglie: i due sono rimasti nelle mani dei rapitori per 11 ore, dalle 22 del 15 ottobre, alle 9 del giorno successivo. Ma, i particolari della storia sono emersi solo dopo più di un mese. Intervenuto sulla questione, l’avvocato di Berlusconi e deputato del Pdl, Niccolò Ghedini ha dichiarato: «Chiunque abbia un minimo di esperienza in vicende analoghe sa perfettamente quanto sia sempre grande e difficilmente superabile nell’immediato il timore della vittima a denunciare i fatti. Non vi è quindi alcun punto oscuro in questa vicenda».

PER L’AVVOCATO GHEDINI E’ TUTTO CHIARO – «Le ricostruzioni e i commenti relativamente alla vicenda occorsa al ragionier Spinelli oscillano tra il risibile e l’assurdo. Come risulta dagli atti e come risulterà da qualsiasi ulteriore accertamento, i fatti sono del tutto chiari e lineari». Questo il contenuto di un comunicato diffuso dall’avvocato Ghedini che ha chiarito che Spinelli non avrebbe fatto menzione dell’accaduto in un incontro tra i due avvenuto il giorno dopo la notte incriminata. Solo il giorno successivo, 17 ottobre, Spinelli si sarebbe recato da «Berlusconi per raccontargli cosa era realmente successo». Una versione quantomeno strana, visto che dalle indagini emerge che i rapitori si sarebbero allontanati solo dopo un colloquio avvenuto, in piena notte, mentre era in corso il sequestro. Risulta difficile credere che si siano lasciati passare due giorni prima di un incontro tra i due di fronte a fatti così gravi. «A questo punto il presidente Berlusconi mi avvisava telefonicamente e mi chiedeva di contattare subito la Procura di Milano – ricostruisce Ghedini -. Il ragionier Spinelli, però, mi pregò di attendere ancora per consentirgli di avvertire la moglie sull’evolvere della situazione: i coniugi avevano subito pesanti minacce dai sequestratori nel caso in cui avessero narrato i fatti o addirittura avvertito l’autorità giudiziaria».

LE INDAGINI, IL FILONE SVIZZERO – Intanto spuntano nuovi elementi inquietanti sul fronte delle indagini che portano fuori dai confini nazionali. La lente di ingrandimento degli inquirenti si è spostata sulla Svizzera. Uno dei sequestratori si sarebbe, infatti, recato in territorio elvetico poco dopo il sequestro. Si vuole fare luce sulla strana trasferta che potrebbe essere legata alla necessità di trasferire denaro in una cassetta di sicurezza. L’ipotesi è che si possa trattare, forse, proprio di una parte del presunto riscatto pagato. Al momento gli inquirenti non sono riusciti a trovare riscontri oggettivi. Nelle tre cassette di sicurezza aperte dagli investigatori sono stati trovati solo fac-simile di banconote e alcuni supporti informatici. Non è stato rinvenuto alcun dvd o chiavetta usb come quelle che, secondo il racconto di Spinelli, erano state offerte dai rapitori in cambio di 35 milioni di euro. I documenti, secondo la ricostruzione dei fatti fornita dal ragioniere, avrebbero dovuto contenere informazioni in favore di Berlusconi rispetto al “lodo Mondadori”. Resta ancora tutta da chiarire la reale finalità del sequestro: secondo quanto rivelato da fonti investigative, infatti, se lo scopo fosse stato realmente quello di offrire del materiale sul lodo Mondadori da far pervenire a Berlusconi, sarebbero state utilizzate altre modalità.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Secondo me il nostro giornale storico,l ‘”Avanti!”, forte del suo inossidabile prestigio, memore di quanto accaduto nel recente passato anche al nostro Partito , dovrebbe trattare il penoso e per certi aspetti drammatico crepuscolo di un personaggio come Silvio Berlusconi, che bene o male ha caratterizzato questo utimo ventennio del confuso e turbolento scenario politico italian , con più sobrietà e minore accondiscendenza all’ondata giustizialistico-mediatico-populistica che caratterizza da sempre nella storia remota e recente questi momenti di caduta degli ex-potenti di turno.

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