domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Spagna, Catalogna al voto: Artur Mas vince, ma CIU perde seggi
Pubblicato il 26-11-2012


Doveva essere la giornata dell’orgoglio indipendentista, e dai dati dell’affluenza alle urne aumentata del 8% è stato così, ma il 25 novembre avrebbe dovuto consegnare alla storia Artur Mas l’ambizioso President uscente della Generalitat di Catalunya. Non è bastato a Mas e al suo partito CiU costruirsi a tavolino l’appuntamento elettorale di domenica, montato sulla dirompente ondata d’indipendentismo abbattuta su tutta la regione dalla marcia del 11 settembre giorno della Diada, giornata nazionale della catalunya, per assicurarsi sposando la causa separatista, altri quattro anni di permanenza al governo.

NE’ MAGGIORANZA ASSOLUTA NE’ CONFERMATI SEGGI DI DUE ANNI FA – CiU non raggiunge l’obiettivo di portare a casa la maggioranza assoluta, con la quale avrebbe potuto fare, secondo il leader Mas, della Catalunya una nuova nazione europea, ma non riconferma il numero di seggi conquistati solo due anni fa perdendone ben 12. Se CiU perde seggi nonostante lo storico dato positivo di catalani accorsi a votare, la Sinistra Repubblicana Catalana (Esquerra Repubblicana de Catalunya), che a differenza del partito democristianoliberale di Mas, da sempre ha portato avanti le istanze indipendentiste strappa un secondo posto sbaragliando tutti i sondaggi. E confermando che le proposte politiche funzionano quando sono gli interpreti veri a rappresentarle e non partiti con presidenti camaleontici più portati alla mediaticità che all’azione vera.

CIU DOVRA’ SCENDERE A PATTI CON LA SINISTRA – La formazione politica di Oriol Junquera, docente di Historia moderna y contemporánea, che ha già affermato di voler imporre la propria agenda politica e il referendum per l’indipendenza e l’autodeterminazione, al prossimo governo catalano. CiU che dalla sua nascita ha rappresentato la borghesia catalana dovrà scendere a patti soprattutto economici con la sinistra di Junqueras, è lo stesso leader repubblicano ad affermare che: “CiU dovrà confrontarsi con noi e dovrà parlare di come cambiare il modello economico e sociale. Attuando misure economiche come IRPF (IRPEF), generare più entrate, una fiscalità giusta e spostare la pressione fiscale dalle famiglie consumatori su chi ha di più e chi dalla crisi ha avuto benefici, come le banche”.

ERC PARTITO PROTAGONISTA – Se novità ci saranno in Catalunya queste avranno ERC come protagonista, un partito rinato dalla crisi del 2010 quando con Joan Puigcercós perse 11 deputati relegandolo al livello più basso mai raggiunto della propria vita politica, dopo il tracollo Esquerra iniziò a meditare una rivoluzione interna che divenne effettiva dopo la debacle delle ultime elezioni municipali del 2011, dal giorno seguente la direzione del partito, con Joan Puigcercós in testa presentarono le dimissioni innescando cambi nel partito in catalunya e tra le fila del partito al parlamento di Madrid. Una ricetta quella di ERC che potrebbe giovare anche ad altri partiti abituati oramai ad affrontare l’esito delle urne come un bollettino di guerra, misurando la quantità di ferite riportate evitando troppo traumi al capo. Per un partito che rinasce, un altro assorbe il colpo, smentendo i sondaggi che lo davano tra quelli in crisi, è il PSC, il Partito Socialista Catalano del neo segretario regionale Pere Navarro che perde “solo” 8 seggi scendendo a terza forza politica in regione ma limita il disastro, comunque storico, preannunciato anche per aver condotto una campagna elettorale giocata su campo di una serie minore, quello federalista e non sul palcoscenico più popolare, quello dell’indipendentismo a tutti i costi.

“LA CATALOGNA E’ LA SPAGNA” – L’appuntamento con la storia per la Catalunya e i catalani forse dovrà aspettare o magari percorrere altre strade che non siano quelle proposte fin qui, ma sempre domenica a Madrid nella centrale Plaza de Oriente un pezzo della storia della Spagna si è intrecciato con la storia che in Catalunya i catalani stavano scrivendo, un corteo franchista (autorizzato dal comune di Madrid) non ha risparmiato cartelloni contro l’autonomia catalana «La Catalogna è la Spagna» con i quali i sostenitori del vecchio regime di Franco hanno voluto ricordare l’anniversario della morte.

Sara Pasquot

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