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Opinioni e commenti
 

Spending review: al via la riduzione di 7.389 posti letto negli ospedali di tutta Italia
Pubblicato il 09-11-2012


È in arrivo un’altra sforbiciata per i cittadini italiani: per effetto della legge 135/2012, articolo 15, comma 13 del decreto sulla spending review, i posti letto in ospedale si ridurranno di almeno 7.389 unità. Il regolamento è stato inviato alla Conferenza Stato-Regioni dal ministero della Salute, Renato Balduzzi, di concerto con il Ministro dell’Economia. Il Regolamento indica il metodo di calcolo per la riduzione delle Unità operative complesse e la riconversione delle strutture ospedaliere. L’obiettivo della legge sulla revisione della spesa pubblica è quello di una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 deve essere dedicato a riabilitazione e lungo-degenti e i restanti 3 per gli acuti (coloro che manifestano forme acute di malattia). Le Regioni che ad oggi presentano un numero di posti letto superiore a quello previsto dai nuovi standard dovranno dunque procedere alla riorganizzazione. Il presidente Napolitano ha definito i tagli «necessari anche nel campo sanitario» ricordando però che «il servizio pubblico è una conquista da difendere».


BALDUZZI, TAGLIO SOLO DI 7.389 POSTI LETTO –
Il responsabile del dicastero della Salute, Renato Balduzzi sottolinea che invece dei 30 mila posti letto ipotizzati, ne saranno tagliati 7.389. «Saranno molti di meno i posti letto per acuti che diminuiranno in Italia per effetto del decreto sulla spending review», ribadisce Balduzzi. «Non si tratta di tagli lineari», precisa, piuttosto «di una ristrutturazione, di una riconversione dell’offerta assistenziale in modo che essa sia più rispondente alle necessità e al bisogno di salute degli italiani». Secondo il ministro la riduzione dei posti letto per acuti è motivata dal fatto che «la popolazione italiana è sempre più anziana, quindi abbiamo bisogno di un numero di posti letto per riabilitazione e lungodegenza più alto di quello attuale».

COSA CAMBIERÀ NELLE REGIONI – Nelle Regioni di Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna, Lazio e Molise la riduzione dei posti letto riguarderà entrambe le tipologie. In particolare nel Lazio i posti letto ospedalieri diminuiranno di almeno 1.963 unità. L’Umbria è l’unica Regione che avrà la possibilità di aumentare i posti letto in entrambe le tipologie. In Piemonte diminuiranno i posti per post-acuti e potranno aumentare quelli per acuti. Al contrario, le Regioni rimanenti (Valle d`Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) potranno aumentare i posti per post-acuti e dovranno diminuire quelli per acuti. In sei di queste (Liguria, Toscana, Abruzzo, Campagna, Puglia e Sicilia) il numero dei posti letto, per effetto del gioco dei saldi, potrà complessivamente aumentare.

NAPOLITANO, TAGLI NECESSARI MA SERVIZIO PUBBLICO CONQUISTA – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano si è espresso sui tagli alla spesa, definendoli «necessari anche nel campo sanitario, ma il servizio pubblico è una conquista da difendere». Dopo aver ricordato l’importanza dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale di 34 anni fa, Napolitano ha esortato a «guardarsi da critiche distruttive e giudizi sommari ma anche da atteggiamenti puramente conservativi e difensivi dell’esistente».


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