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Opinioni e commenti
 

Taranto, violenta tromba d’aria sull’Ilva: un disperso e venti feriti
Pubblicato il 28-11-2012


Un disperso, operaio dell’Ilva, e una ventina di feriti, è il bilancio della tromba d’aria che si è abbattuta sullo stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto. Il disperso, un gruista, si trovava nello sporgente Ima su cui si caricano materiali diretti all’Ilva e provenienti dalle navi. La gru sarebbe finita in mare e sul posto poco dopo sono arrivate le squadre dei sommozzatori per le ricerche. Secondo la “Gazzetta del Mezzogiorno” sono caduti diversi quintali di cemento e vi sono alcuni feriti, altre fonti parlano di almeno 20. Sul posto ci sono diverse ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Un fulmine è caduto su una delle ciminiere dell’Ilva i cui pezzi si sono riversati su due tralicci dell’alta tensione. Intanto il sindaco di Taranto ha annunciato che a breve si terrà un vertice in Prefettura. Nel frattempo la perturbazione arrivata ieri al Nord, nella notte si è spostata al Centro e continuerà a portare, nelle prossime ore, piogge forti e vento al Centro-Nord. La situazione più critica riguarda la Liguria e la Toscana dove i violenti nubifragi hanno colpito Firenze, Grosseto e Massa Carrara, con le ferite ancora aperte dopo l’alluvione dello scorso 10 e 11 novembre.

L’ILVA RIDIMENSIONA L’ACCADUTO – “Alle 10,30 circa una tromba d’aria dal mare – si legge in una nota ufficiale dell’azienda – che è passata prima ai moli e poi sull’intero stabilimento Ilva. Crollati un capannone all’imbarco prodotti e la torre faro, crollato il camino delle batterie uno e tre. Sono mobilitati tutti i mezzi di soccorso dello stabilimento, vigili del fuoco e ambulanze, e stanno convergendo anche i mezzi di soccorso cittadini e provinciali. Al momento non si hanno notizie di infortuni. Lo stabilimento sta mettendo in atto tutte le procedure che in questi casi di emergenza generale vengono adottate. Non ci sono state evacuazioni, gli impianti sono, come da procedura d’emergenza generale, presidiati. L’azienda ha messo in atto tutte le procedure di emergenza generale, gli impianti sono presidiati, in azienda sono presenti i comandanti dei vigili del fuoco provinciale e regionale. Non c’è stato alcun incendio. Le fiamme visibili dall’esterno sono relative agli sfoghi di sicurezza provocati dalle candele di sicurezza degli impianti. Tutta l’area ghisa è sotto controllo. L’azienda ha subito gravi danni strutturali ancora da quantificare. Non c’è stata evacuazione, sono stati messi in circolo tutti i bus aziendali per raccogliere il personale non addetto alla gestione dell’emergenza generale e accompagnarlo alle portinerie e ai punti di incontro dell’azienda. Si conferma che un dipendente, che era alla guida di una gru caduta in mare, risulta disperso. Al lavoro i sommozzatori di Bari. Tutte le emissioni dell’azienda sono sotto controllo”.

LA TROMBA D’ARIA A TARANTO, CROLLI E DANNI Oltre a mobilitazioni, malcontento, sequestri, chiusure e indagini in corso, anche una tromba d’aria. Sembra essere un segno profetico quello del fenomeno atmosferico che si è abbattuto su Taranto, colpendo anche lo stabilimento dell’Ilva. La struttura ha subito danni e crolli. La tromba d’aria ha inoltre determinato lo sprigionarsi di fiamme altissime alte 50 o 60 metri. Sul posto vigili del fuoco e ambulanze per soccorrere eventuali feriti.

3BMETEO, TROMBA D’ARIA SU TARANTO CAUSATA DA UNA ‘SUPERCELLA’ La tromba d’aria che si è abbattuta sull’Ilva di Taranto “viene da una ‘supercella’, uno dei temporali piu’ forti che possano esistere in natura”. E’ la spiegazione del meteorologo di 3bmeteo.com, Francesco Nucera. “In pratica la base del cumulonembo ruota su se stessa e questo consente un maggiore invorticamento dell’aria che letteralmente si avvita salendo. La regioni meridionali si trovano dentro un corridoio molto umido ed instabile sud occidentale. L’instabilità condizionale si è liberata a contatto con la catena calabrese che, come una sorta di trampolino, ha creato una ammasso temporalesco. Forti fenomeni si segnalano infatti sull’area della Sila. Una di queste celle ha colpito la città di Taranto causando il tornado”. “Da notare – continua Nucera – come le precipitazioni che stanno attanagliando la penisola siano piu’ consone ad una fase autunnale che non a quella di inizio inverno. Questo perche’ l’atmosfera ha tanta energia in gioco da smaltire e lo fa attraverso fenomeni violenti. Da segnalare – conclude Nucera – come la situazione permanga ancora all’insegna del maltempo al Sud nelle prossime ore; un area da monitorare è quella del Salento’, dove non sono esclusi ‘temporali intensi’.

TORNA LA PAURA IN TOSCANA Il maltempo sta colpendo in particolare Liguria e Toscana, facendo riaffiorare l’incubo alluvioni, soprattutto nella provincia di Massa Carrara e Grossetano, ancora piegate dalle inondazioni di due settimane fa. Le esondazioni dei torrenti Parmignola e Carrione hanno provocato danni e allagamenti 28 le persone che hanno dovuto lasciare le abitazioni. A Carrara è allagato anche il centro storico. Rabbia è stata espressa dal sindaco Angelo Zubbani: «Quindici giorni dopo la precedente alluvione ci siamo trovati sulla testa questo nubifragio con un territorio fragile, con ferite ancora aperte. I danni sono stati tanti».

DA DOMANI TEMPERATURE IN DISCESA Nel frattempo da oggi si potrà dire addio alle temperature al di sopra delle medie stagionali, provocate dai venti di scirocco. Da domani infatti le temperature tenderanno a diminuire al Nord. Il cattivo tempo scenderà al Sud, interessando soprattutto Lazio, Campania e nord della Calabria.

Silvia Sequi

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