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Opinioni e commenti
 

Terremoto Emilia: i paesi del rigore non pagano la “bolletta” UE sugli aiuti
Pubblicato il 09-11-2012


«Quando arrivano i conti, ognuno paga comunque i suoi», diceva il celebre cantante Vasco Rossi. Avesse avuto ragione, oggi all’Emilia colpita dal terremoto pochi mesi fa spetterebbero i 670 milioni di euro del Fondo di solidarietà messo a disposizione dall’Unione Europea dopo il disastro del sisma di alcuni mesi fa. Ma, evidentemente, la massima non si applica a tutti i casi. E questa volta “insolventi” non sono i paesi stretti nella morsa della crisi, ma le “locomotrici” d’Europa. Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna hanno, infatti, bloccato gli aiuti Ue all’Emilia Romagna, parte del Fondo d’emergenza sulle catastrofi naturali. I rappresentanti dei governi dei cinque paesi si sono espressi in tal senso nel corso del dibattito alla riunione dell’Ecofin speciale sul bilancio dell’Ue, in corso oggi a Bruxelles. A riferire la notizia sono state fonti Ue a margine dell’incontro.

DIETROFRONT, «BISOGNA RIDURRE LE SPESE»  – E se di Europa della solidarietà proprio non se ne può parlare, almeno il rispetto delle regole esistenti dovrebbe essere scontato. Ma, pare non sia così. Proprio la Germania del rigore, tra le altre, quella che chiede lacrime e sangue per far quadrare i conti agli altri, sembra ricadere nel vecchio vizietto, già visto in passato rispetto alle regole di Maastricht, di defilarsi di fronte alle responsabilità. Se tutti i paesi avevano, infatti, riconosciuto all’Italia il diritto di accedere ai finanziamenti del Fondo di solidarietà Ue, approvando negli scorsi giorni formalmente la decisione, Germania, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia oggi pare non vogliano “pagare il conto”. I cinque paesi sono contrari alle richieste dell’esecutivo comunitario, adducendo il fatto che data la crisi bisogna ridurre le spese.

COMMISSARIO UE, «CHE NE FACCIAMO DELLE BOLLETTE?» – «Ora sono arrivate le “bollette” da pagare: cosa dovrei farne, ignorarle e buttarle nel cestino della spazzatura?», ha detto il commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski, “sbottando” ai ministri riuniti a Bruxelles. Vista la frattura, dunque, i negoziati all’Ecofin continuano con grande difficoltà, tanto che il portavoce dello stesso Lewandowski, ha pronosticato che la riunione non terminerà prima delle 3 o le 4 del mattino quando, si spera, si giunga a un’intesa complessiva.

CONTRARI ANCHE AL BILANCIO RETTIFICATIVO –  Gli stessi stati membri si sono opposti anche ad un secondo bilancio rettificativo, sempre il 2012, in cui si chiede di finanziare gli 8 miliardi di euro mancanti per pagare le fatture dei programmi dei fondi di coesione, e i 90 miliardi necessari per il programma Erasmus di scambio degli studenti dei paesi membri. Inoltre, sono sempre gli stessi paesi bloccano la proposta della Commissione del nuovo bilancio 2013 in cui di chiede un aumento del 7 per cento rispetto all’anno precedente, in ragione del fatto che si tratta dell’ultimo anno del periodo di programmazione finanziaria 2007-2013, e come sempre in questi casi vengono a scadenza la maggior parte delle fatture dei programmi attuati negli anni precedenti.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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