sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ue: bilancio, accordo lontano. La cancelliera Merkel non crede all’intesa
Pubblicato il 23-11-2012


E’ sempre più probabile che il negoziato tra i leader dei 27 Paesi Ue sul bilancio 2014-2020 si concluda con un nulla di fatto, rinviando il dossier all’anno prossimo. Questa almeno l’indicazione che emerge dalle dichiarazioni rilasciate, al loro arrivo nella sede del Consiglio dove ha preso il via la seconda giornata di lavori del summit straordinario, dal premier inglese David Cameron, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e da altri loro colleghi. Prima della ripresa dei lavori del vertice c’e’ stata un nuovo giro di bilaterali nel tentativo di avvicinare le posizioni: quello tra il premier italiano Mario Monti ed il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy e quello tra il presidente francese Francois Hollande e Cameron.

PROGRESSI INSUFFICIENTI Dopo aver esaminato l’ultima bozza di compromesso messa sul tavolo la scorsa notte da Van Rompuy, anche l’Italia – che punta a limitare i tagli sull’agricoltura, sui fondi di coesione e quindi l’impatto sul saldo netto negativo – ha fatto sapere di ritenere ‘insufficienti’ i progressi fatti finora. Una posizione espressa anche, ma per motivi opposti, da Cameron. Secondo il quale non ci sono ancora abbastanza tagli, cosi’ come chiesto da Londra. Merkel, dal canto suo, ha detto di non credere nella possibilità di arrivare oggi a un accordo. Sulla stessa linea il premier lussemburghese, nonché presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, per il quale ‘la nuova bozza e’ un progresso, ma non sufficiente. E’ probabile che ci sia un nuovo summit sul bilancio a gennaio-febbraio’ 2013, ha fatto sapere.

IL NODO, PROBLEMA POLITICO E NON ECONOMICO Secondo fonti del Consiglio il vero problema ora non sarebbe più Cameron, ma il non sanato disaccordo tra Merkel e Hollande. Ma non tutte le speranze di trovare un’intesa sarebbero sfumate. Tecnicamente parlando la possibilità di arrivare a un accordo, per queste fonti, ci sarebbero: ormai la questione “è politica, non economica”.

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