giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Un rapporto di coppia singolare e scene hot. Fa discutere “E la chiamano estate” di Paolo Franchi
Pubblicato il 14-11-2012


Sesso e amore malsani. Scene hot e incontri in locali per scambisti. Questi i temi e i luoghi affrontati nel film “E la chiamano estate”, in gara al Festival del Cinema di Roma, attualmente in corso. La pellicola già sta facendo discutere, dopo aver suscitato risa, fischi e qualche applauso durante la proiezione per la stampa. La storia, diretta da Paolo Franchi e prodotta da Nicoletta Mantovani (la vedova di Luciano Pavarotti, ndr), narra la singolare relazione tra due cinquantenni che non hanno mai consumato un rapporto carnale.

UNA COPPIA CHE SI AMA, MA NON SI SFIORA – Da una parte c’è lei, Anna, interpretata da una disinibita Isabella Ferrari. Dall’altra c’è lui, Dino, scosso dal trauma del suicidio del fratello e dell’abbandono della madre, che ha il volto di Jean-Marc Barr. Lui e lei formano una coppia, legata però da una relazione piuttosto particolare. Lui, ricerca il piacere fisico altrove, nei rapporti di gruppo e frequentando prostitute, ma la sua compagna non l’ha mai sfiorata. Lei, passivamente accetta lo status quo, sentendosi profondamente amata e unica per lui. In ogni caso, si desiderano, ma non si toccano. Ciò che un tempo si chiamava “amore platonico”.

IL REGISTA, IL PROTAGONISTA HA UN “IO” DIVISO –  Il talentuoso regista 40enne difende il suo film dalle critiche, e ne spiega la delicata tematica, raccontando che si tratta della «storia di un uomo infelice che non riesce a fare l’amore con la donna che ama perché ha un io affettivamente diviso tra il sesso e il sentimento, senza canali di comunicazione». Secondo Franchi «solo condividere il dolore è vero amore. La miccia del soggetto è scoppiata leggendo un caso di cronaca. Ho pensato che è un tema attuale, specie per i maschi. Poi ho unito alcuni romanzi e il gioco è nato nel subconscio quasi da solo».

IL PRODUTTORE, ESAGERAZIONE DI CIÒ CHE ACCADE NELLA REALTÀ – In difesa del film si è espressa anche Nicoletta Mantovani, produttrice della pellicola in uscita nelle sale il 22 novembre, che ha spiegato di essere rimasta interessata al copione «perché parla in forma esagerata di quello che accade a tante coppie. Per produrre questo genere di film ci vuole coraggio, bisogna crederci e per me è stato così».

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