lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Violenza sulle donne, una giornata per dire basta
Pubblicato il 25-11-2012


Oggi è la giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, ed ogni anno in migliaia si mobilitano per promuovere iniziative volte a contrastare, prevenire e sensibilizzare sul tema, con l’obiettivo di porre in essere politiche adeguate. Purtroppo il nostro Paese in materia di diritti civili è ancora piuttosto arretrato ed anche inadempiente rispetto agli obblighi internazionali assunti per quanto concerne la violenza sulle donne tema che ci vede invece segnare un drammatico primato: nel 2011 morte 127 donne (aumento rispetto l’anno precedente del 6,7%) e per il 2012 il dato più recente parlava di 100 vittime. La stragrande maggioranza dei fatti avviene a livello parentale.

RICONOSCERLA COME VIOLENZA DEI DIRITTI UMANI Occorre dare attuazione piena alle sollecitazioni esercitate nel 2011 dal Comitato CEDAW (Comitato per l’implementazione della Convenzione per l’eliminazione di ogni discriminazione sulle donne) affinché la violenza sulle donne sia riconosciuta come violenza dei diritti umani. Nel 2012  la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite nel manifestare forti preoccupazioni per l’aumento dei casi di donne uccise da partner o ex, per il persistere di atteggiamenti socio-culturali tendenti a minimizzare o giustificare la violenza domestica, per l’assenza di interventi sistematici e rilevanti nel contrastare  il fenomeno, ha fortemente sollecitato l’Italia a rispettare gli impegni internazionali.

ECCO QUELLO CHE E’ MANCATO – Questo non è un tema da trattare come questione “privata” ma si tratta di un fenomeno sociale pericoloso per tutti : donne, bambine e bambini, ma anche per gli uomini e va trattato sul piano politico con impegni precisi e risorse adeguate. In questi anni, come socialiste e socialisti, più  volte abbiamo chiesto interventi incisivi anche dal punto di vista educativo per promuovere una  cultura rispettosa ed un livello di potere equo tra donne e uomini. In realtà continua a persistere un sistema inadeguato e sporadico, spesso lasciato alla buona volontà delle associazioni o delle singole istituzioni. Quello che manca è un’adeguata cultura dei diritti e impegni legislativi concreti ed efficaci che rafforzino le reti di servizi e i centri antiviolenza. Quello che è mancato è l’impegno ad affrontare politicamente con coraggio il problema come altri Paesi europei. Oggi la crisi economica ha sicuramente accentuato il fenomeno della implosione delle famiglie con conseguenze sovente disastrose per le donne e i loro figli. Le amministrazioni comunali devono sempre più spesso intervenire insieme alle forze dell’ordine, per preservare la salute e l’incolumità di donne e minori, a fronte di un continuo calo delle risorse finanziarie e umane, ma questa non è programmazione, questo significa rincorrere i problemi lasciando le soluzioni alle volontà dei singoli. La violenza è però la negazione di diritti fondamentali come la Vita, la Libertà, la Dignità della persona!

LAVORIAMO PER IL BENE DELL’ITALIA E DELLE DONNE – Così non può funzionare, troppe lacune e carenza di norme efficaci. Occorre incentivare un monitoraggio che dia dati in grado di poter elaborare interventi appropriati e soprattutto rafforzare la formazione nei servizi territoriali, nei medici e nelle forze dell’ordine e promuovere la cultura del rispetto e della parità nelle scuole ed università. Creare le condizioni perché vi siano interventi tempestivi nelle donne che denunciano violenze e un sistema giudiziario che agevoli il riconoscimento dei  loro diritti. Sarebbe importante l’istituzione di un Osservatorio Permanente sulla violenza di genere per comprendere il valore degli interventi e i cambiamenti in un quadro normativo chiaro ed efficace. Gli atti di violenza che contiamo ogni anno in Italia nei confronti di donne e bambini non sono cosa che “non ci riguarda” rappresentano una sconfitta sociale, una sconfitta anche per noi donne e uomini che crediamo negli ideali di giustizia, rispetto, equità e parità. Approviamo la legge di ratifica della Convenzione del Consiglio D’Europa firmata a Istanbul. Lavoriamo perché nel nostro Paese il diritto diventi certezza, lavoriamo Per il Bene Dell’Italia e delle donne.

Rita Cinti Luciani

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