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Opinioni e commenti
 

Aria di crisi: Passera “boccia” il Cav e il Pdl lascia la maggioranza
Pubblicato il 06-12-2012


«Sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo alla guida del Pdl». Queste le parole che avrebbe pronunciato ieri sera Silvio Berlusconi, dopo il lungo incontro con i vertici del partito. Non vi è ancora nulla di ufficiale, ma su un’eventuale “ridiscesa” in campo, ieri il Cavaliere ne ha proposto le anticipazioni. Sulla questa paventata possibilità, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha però gelato il Cavaliere, dichiarando che una sua candidatura a premier «non è un bene per l’Italia». Immediata la “ritorsione” del Pdl al Senato che non ha votato il decreto sviluppo-bis, pur non facendo mancare il numero legale (Monti ha ottenuto solo 127 sì). Dopo essersi astenuti al Senato, gli onorevoli del Pdl hanno scelto la linea dura e quindi di astenersi anche alla Camera nel pomeriggio di oggi sul provvedimento riguardante i costi della politica negli enti locali. All’alzare i toni il presidente del Pd al Senato, Anna Finocchiaro ha affermato: «Il governo non ha più la fiducia della maggioranza delle Aule parlamentari. Credo che Monti debba recarsi al Quirinale». Dopo il Consiglio dei ministri che affronterà anche il tema delle elezioni regionali e politiche – fissandone le date – è previsto un altro vertice a Palazzo Grazioli. Intanto il presidente della Repubblica Napolitano rassicura sulla tenuta del governo che definisce “fuori questione”.

NAPOLITANO, AVVICINARSI ELEZIONI CAUSA TENSIONI TRA PARTITI – “Sappiamo che la imminente conclusione della legislatura e quindi l’avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento stanno suscitando crescenti tensioni tra le forze politiche da oltre un anno impegnate nel sostenere un governo cui non partecipassero esponenti dei partiti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, presente oggi alla riunione del Comitato Direttivo dell’Anci, nella Sala Protomoteca del Campidoglio.

CICCHITTO, PDL SI ASTIENE SU FIDUCIA CAMERA – “Sulla base di una valutazione politica generale che va al di là del merito del provvedimento riguardante i costi della politica negli enti locali, abbiamo deciso di astenerci oggi pomeriggio sul voto di fiducia per marcare la nostra posizione fortemente critica sulla sua politica economica”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto confermando la linea dura dell’astensionismo anche alla Camera.

PASSERA, BERLUSCONI NON SAREBBE UN BENE PER IL PAESE – Duro il commento del ministro Passera sull’eventuale candidatura a premier di Berlusconi: «Tutto ciò che può solo fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro, non è un bene per l’Italia». Le parole del ministro hanno scatenato le reazione di alcuni esponenti del Pdl che ne hanno chiesto le dimissioni.

SFILACCIATA LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE – Sul fronte dell’esecutivo, Monti sta avendo una maggioranza parlamentare sempre più sfilacciata: al Senato il Pdl non ha votato il decreto sviluppo-bis, pur non facendo mancare il numero legale (Monti ha ottenuto solo 127 sì). Se la situazione dovesse esasperarsi si rischia la crisi di governo. Il braccio di ferro tra Pdl e governo trova le sue basi nella richiesta di Berlusconi di accorpare le elezioni regionali e politiche, il cosiddetto “election day”, mentre sembra che le date saranno separate, seppur di poche settimane.

GASPARRI, ASTENSIONE VOTO DL SVILUPPO – Il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri ha annunciato che oggi alla votazione del decreto sviluppo il partito «non parteciperà al voto, pur garantendo il numero legale». L’esponente azzurro ha spiegato che il Pdl passerà a una «posizione di astensione nei confronti del governo». «Questo nostro comportamento vuole esprimere, nelle forme regolamentari consentite, il passaggio del nostro gruppo a una posizione di astensione nei confronti del governo» ha concluso il senatore.

FINOCCHIARO (PD), MONTI VADA AL COLLE – «Il governo non ha più la fiducia della maggioranza delle Aula parlamentari. Credo che Monti debba recarsi al Quirinale» ha reso noto il presidente del Pd al Senato, Anna Finocchiaro. Secondo la senatrice l’astensione dal voto del Pdl è un gesto «irresponsabile» del partito che «oggi è un coacervo di tensioni interne» e che «affossa la possibilità di avere un governo che accompagni a fine legislatura e pesa sul destino dell’Italia in un momento delicatissimo. La gente tragga le conseguenze di questo comportamento».

BERSANI, STASERA CHIARIRE SE C’E’ ANCORA MAGGIORANZA – “Bisogna capire se si è trattato di una astensione su un voto o di una astensione politica. Farò il punto della situazione con i capigruppo e stasera’ si capirà, in un un modo o nell’altro, se la maggioranza c’è”. Cosi’ il segretario del Pd Pierluigi Bersani commenta quanto avvenuto oggi in Senato, dove il Pdl ha deciso di non partecipare al voto sulla fiducia al dl sviluppo. “Per noi – ha aggiunto il candidato del centrosinistra a Palazzo Chigi – prima viene l’Italia e la lealtà a Monti”.

VIZZINI (PSI), MONTI DOVREBBE RECARSI AL COLLE E POI TORNARE AL SENATO – “In tanti anni di esperienza parlamentare non mi era mai capitato di vedere un partito annunciare il passaggio all’astensione politica nei confronti del governo e non partecipare al voto di fiducia”. Lo dice il presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini, commentando al Senato il passaggio di oggi in aula sul decreto sviluppo. Vizzini rileva che “si è assistito al fatto che mentre uno vota c’e’ chi controlla che ci siano i numeri per assicurare il numero legale e questo spiega perchè alcuni senatori Pdl hanno partecipato astenendosi nel voto”. Il presidente della prima commissione non ha dubbi sull’atteggiamento che dovrebbe tenere il premier: “Monti a questo punto dovrebbe andare al Quirinale per poi tornare alla Camera dove il fatto si è verificato, cioè al Senato, in modo da verificare l’esistenza o meno della maggioranza e lasciare che il partito della crisi venga alla luce. Intendiamoci – conclude – tale partito potrebbe anche avere interesse a manifestarsi come tale, non è detto che gli faccia male…”.

Silvia Sequi

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