mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

ARIA DI DIMISSIONI: MONTI POTREBBE SALIRE AL COLLE QUESTA SERA
Pubblicato il 21-12-2012


«Il governo oggi finisce e non per colpa della profezia maya» ha ironicamente dichiarato il premier uscente Mario Monti durante il discorso ai dipendenti di Palazzo Chigi. Nel frattempo è in corso il voto alla Camera sul decreto legge stabilità, cui seguirà il Consiglio dei ministri, fissato per le 19 che, tra i vari punti, ha come priorità il varo del decreto legge sulle cosiddette “liste pulite”. E, all’ultimo punto, sembra esserci quello relativo alle “comunicazioni del presidente del Consiglio”. È dunque verosimile che Monti già questa sera possa salire al Quirinale per consegnare le sue dimissioni al capo dello Stato. Confermato il suo discorso per domenica mattina nel quale scioglierà la riserva sulla sua eventuale e discussa candidatura alle prossime elezioni politiche. In merito a questo autentico “tormentone” si è duramente espresso Riccardo Nencini, leader del Partito socialista italiano: «Oggi passiamo dalla tecnocrazia alla partitocrazia in franchising, quella in cui il nome dell’aspirante premier viene dato in uso a più liste e partiti in cerca di voti».

IL CDM DI QUESTO POMERIGGIO – Nel Consiglio dei ministri, previsto alle 19 di oggi, il governo darà il via libera finale al dl relativo all’incandidabilità e al divieto di ricoprire cariche elettive e di governo per i condannati in via definitiva. Il placet dell’esecutivo renderà dunque operativo il decreto per le prossime elezioni politiche. Secondo fonti politiche e governative, all’ultimo punto dell’ordine del giorno, dovrebbe esserci quello che riguarda le “comunicazioni del presidente del Consiglio”, ossia la decisione di Monti di recarsi al Colle e consegnare le sue dimissioni a Napolitano.

NENCINI, TUTTI DISATTESI I VIRGOLETTATI DI MONTI – «Impensabile, un anno fa, una corsa così agguerrita dei tecnocrati per salire sul carro della politica. Imprevedibile la discesa in campo di Mario Monti, che a più riprese ha dichiarato a giornali e tv che il suo impegno sarebbe finito nel 2013». È vivida la memoria di Nencini, segretario nazionale del Psi che poi ricorda alcuni dei virgolettati del Professore, «virgolettati tutti disattesi: ‘Non sono interessato a quel che accadrà dopo le elezioni’, ‘non mi piacerebbe rimanere premier’, ‘escludo di candidarmi’, ‘durerò e dureremo poco, non un minuto di più del tempo nell’arco del quale questo Parlamento ci accorderà la fiducia’» ha concluso il leader socialista.

Silvia Sequi

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