giovedì, 21 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Berlusconi lo “sparatutto”: dagli schermi televisivi attacchi per tutti. Lancia proposta alla Lega
Pubblicato il 27-12-2012


Spara a 360 gradi. Da Monti a Fini, dalla Germania alle Banche. E non risparmia la carta stampata che definisce mezzi di «disinformazione». Silvio Berlusconi, più che portare avanti una campagna elettorale sembra voler essere un generale alla guida di un’offensiva, una campagna di conquista. Proprio oggi, in onda su Uno Mattina, arriva l’ultima silurata a Mario Monti che, con un tweet, aveva annunciato la sua «salita» in politica: «la terminologia è corretta, perche Monti, non essendo presidente del Consiglio, sale in politica da un rango inferiore, mentre io scendevo in campo perché ero ad un rango superiore», ha affermato il Cavaliere respingendo il ruolo di «deus ex machina» del Professore.

MONTI UN DISASTRO, CONTRO DI ME UNA CONGIURA – «Con il governo tecnico non c’è un solo indicatore economico che non sia peggiorato, il governo è stato schiacciato sui diktat dell’Europa e della Germania». Per Berlusconi insomma l’esperienza Monti sarebbe un fallimento totale. Ma non basta. Secondo il ragionamento del Cavaliere, infatti, qualcuno avrebbe ordito un complotto nei suoi confronti per “farlo fuori”: «Contro di me c’è stata una congiura», ha detto Berlusconi in riferimento all’impennata dello spread nel periodo precedente le sue dimissioni, fenomeno che, nelle idee di Berlusconi, sarebbe frutto anche del «comportamento della Germania e della Deutsche Bank». E il traditore di questa presunta congiura sarebbe Gianfranco Fini: «Ci deve essere stato un premio importantissimo che qualcuno ha promesso ha Fini».

AFFONDO CONTRO FINI – Ed è proprio il presidente della Camera Fini, infatti, a finire nel mirino di Berlusconi. Dopo averlo definito, nei giorni scorsi, «il ministro delle fogne», Berlusconi torna sulla questione Fini: «Ci deve essere stato un premio importantissimo che qualcuno gli ha promesso», ha insinuato il Cavaliere. Di fronte a tali accuse arriva la risposta del presidente della Camera che si è detto pronto a sostenere un confronto televisivo con Berlusconi: «Le menzogne di Berlusconi sono spudorate. Tutti sanno che non ho lasciato il Pdl, bensì che mi ha cacciato perché non volevo difendere i suoi personali interessi giudiziari. Se Berlusconi si vuole confrontare pubblicamente con me su questi temi, anche sulle reti Mediaset, sono a disposizione».

«SONO ANDATO IN TV POCHISSIME VOLTE», E RIBADISCE “PROPOSTA” ALLA LEGA – «Rispetto alla sinistra sono stato in televisione pochissime ore». «Da quando ho iniziato, sono andato in tv pochissime ore rispetto alla sinistra. L’ho fatto solo di mattina o di pomeriggio ma non ho ancora fatto un prime time dove ci sono molti, ma molti più ascoltatori», ha detto Berlusconi che lamenta una sua “invisibilità” televisiva dal salotto di Uno Mattina, criticando aspramente i giornali. «La tv è ancora il mezzo migliore per far capire alle famiglie la situazione». Secondo il Cavaliere, sarebbe «il mezzo più efficace perché non c’è il filtro della disinformazione». Poi citando dei presunti sondaggi, Berlusconi sostiene che il Pdl sarebbe al 20 per cento dopo l’inizio della sua “maratona” mediatica, e che, nei prossimi 60 giorni l’obiettivo del Pdl sarebbe il «40 per cento». Poi il lepade del Pdl parla dell’alleanza con la Lega: «Non ho offerto il posto di vice-premier a Maroni, ma se vinceremo mi sembra giusto che il partito che ci sostiene abbia la vice-presidenza. Se la Lega non confermasse l’alleanza con noi, non potrebbe rappresentare a livello nazionale tutte le istanze dei suoi elettori», ha detto Berlusconi annunciando che «Con Bossi stiamo fissando una cena, siamo molto amici. Lui mi stima e io lo stimo».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento