mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi, se vinco commissione d’inchiesta parlamentare. Da valutare anche il ruolo del Capo dello Stato
Pubblicato il 31-12-2012


Il sospetto sulla caduta del precedente esecutivo è quello del complotto. Ne è convinto Silvio Berlusconi che – in caso di vittoria alle prossime elezioni – ha già promesso di voler istituire una «commissione di inchiesta parlamentare sulla caduta del governo nel 2011 e la nascita del governo Monti». La commissione dovrà esaminare anche il ruolo del Capo dello Stato sul quale però il Cavaliere non intende esprimere giudizi. Intervistato da Radio Capital, il leader del Pdl è tornato nuovamente ad attaccare i leader dell’Udc e di Fli, ha espresso la sua delusione per l’endorsement del Vaticano su Mario Monti e ha lanciato una sorta di ultimatum alla Lega.

LA COMMISSIONE D’INCHIESTA SU MONTI E NAPOLITANO – Secondo Berlusconi dietro la caduta del suo governo – avvenuta nel novembre 2011 – vi è un complotto ordito contro di lui. «Certamente ci fu un uso criminale dello spread che nessuno conosceva, e che portava a un aumento solo di 2 punti e quindi intorno a 5 miliardi di spesa in più nel 2011». Il Cavaliere ha poi aggiunto che «di fronte a 800 miliardi di spesa pubblica nell’anno, 5 miliardi sono un’inezia che si può, come abbiamo trovato modo di non far pagare l’Imu agli italiani, recuperare in piccolissimi aggiustamenti di tasse su giochi, scommessi, tabacchi e alcolici».

BERLUSCONI, CAMPAGNA DI AGGRESSIONE CONTRO DI NOI – Dunque, secondo il leader del Pdl, cinque miliardi «non giustificavano quella campagna di aggressione nei confronti del nostro governo». «Sono stati tanti gli interventi che hanno concorso in quella direzione, primo tra tutto il tradimento di Fini» sottolinea Berlusconi. «Quale è stata la promessa fatta a Fini perchè compisse quell’atto di tradimento degli elettori e contro le leggi della democrazia? Credo che ne verranno fuori delle belle, anzi delle brutte».

LA LEGA DEVE SCEGLIERE – Sul fronte della sempre più lontana alleanza con il Carroccio, il Cavaliere ha lanciato un invito che ha però più il sapore di un ultimatum. «La Lega deve scegliere, da sola va incontro a una sconfitta sicura, la rottura dei rapporti renderebbe impossibile appoggiare Maroni in Lombardia, ma anche tenere in vita le Giunte in Veneto e Piemonte e centinaia di amministrazioni locali». Ma ieri il segretario federale del Carroccio, Roberto Maroni ha lanciato la sua candidatura a governatore della Lombardia e quella a premier del sindaco di Verona, Flavio Tosi.

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