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Opinioni e commenti
 

Berlusconi show, adesso lancia Monti candidato Premier di tutti i moderati
Pubblicato il 13-12-2012


Un passo indietro e due avanti, un altro avanti e un altro ancora indietro. Berlusconi alla presentazione del libro di Bruno Vespa dribbla le domande dirette sulla sua ricandidatura, risponde prendendola molto alla lontana, alza i toni e poi dice che ove il presidente Monti accettasse di diventare il rappresentante di tutto lo schieramento moderato sarebbe pronto a farsi da parte: “Ci sono i moderati da una parte e le persone di sinistra dall’altra. I moderati sono sempre stati maggioranza. Che cosa è successo dal 2008 in avanti lo sappiamo tutti: Casini si è collocato fuori dalla maggioranza dei moderati. E tutti i sondaggi danno per necessaria la fusione degli elettori di Casini con l’altro schieramento moderato. Ho provato a dirlo a lui, dicendogli che avrei fatto un passo indietro. Ci aspettavamo tutti che Casini ritornasse con noi. Ho fatto lo stesso quando ho rinunciato all’incarico di premier e successivamente quando ho scelto di non ricandidarmi. Ma Casini non ha mai fatto passi avanti. Alla fine, spinto dai miei ho accettato di poter essere presentato come candidato alla presidenza. Non ho ambizioni personali, ma sono a disposizione. Il passo indietro o il passo avanti dipende da come si sviluppano le cose. Credo che a Monti non convenga diventare uomo di partito. Ma ove Monti accettasse di rappresentare tutto lo schieramento moderato potrei accettare un ruolo di coordinatore”.

IL SIMBOLO RESTA E ALFANO PURE – Nessun dubbio sul simbolo che rimarrà lo stesso mentre sulla premiership, il Cavaliere ha annunciato: “Non è affatto escluso che Angelino Alfano, che ha tutta la mia stima e che considero tra i migliori protagonisti della politica italiana, che sia lui il candidato premier e ieri sera ho avuto l’ok della Lega, quindi la sua candidatura e’ in pole position”.

BERLUSCONI, NO ACCORDO CON LEGA? VIA GIUNTE PIEMONTE E VENETO – Poi Berlusconi si augura di “recuperare i voti del 2008” e lancia un appello: “Votare per i piccoli partiti è dannoso per gli italiani”. Quanto alla sua candidatura, Vespa è tornato a chiedere se, alla luce del “no” di Maroni alla sua discesa in campo, la sua candidatura resta in piedi: “Se la Lega non arrivasse con noi a un accordo sulla mia candidatura a palazzo Chigi, e la Lega andasse da sola al voto, si arriverebbe al crollo delle amministrazioni regionali di Veneto e Piemonte guidate da presidenti leghisti”.

BERLUSCONI, DISPIACE MA NON POSSIAMO CANDIDARE DELL’UTRI – “Voglio bene a Dell’Utri come un fratello, ma mi dispiace, non possiamo permetterci di candidarlo. Le accuse di questa magistratura sono assolutamente infondate, però non possiamo permetterci di candidarlo, ci spiace, ma non possiamo. Sicuramente ci sono delle persone che a torto o ragione sono aggredite dalla magistratura, ma noi dovremmo spiegare che non possiamo permetterci di inserirle nelle nostre liste, pur sapendo che è un’ingiustizia…”, ha annunciato Berlusconi passando poco dopo al solito attacco alla magistratura definendola “un cancro della nostra democrazia”, dove domina “una giustizia onnipotente, che se prende di mira uno lo distrugge”. Poi lancia un nuovo affondo contro la giustizia, bocciando senza riserve la sentenza sui diritti tv: “E’ una sentenza politica che mi fa schifo! E’ una cosa inaccettabile in una libera democrazia. Non ho mai visto una cosa del genere!”.

QUIRINALE E L’APPELLO AGLI ELETTORI – Nella conferenza fiume Berlusconi ha anche parlato del Quirinale: «Io ho avuto a che fare con presidenti della Repubblica tutti schierati dall’altra parte e ho avuto molte difficoltà a convincere questi presidenti che molte volte, troppe volte, mi hanno negato l’urgenza e quindi l’operatività dei decreti legge». Poi l’ex premier lancia un appello ai suoi elettori per recuperare quello scarto rispetto alle politiche del 2008 e punta al 42%. «Io spero di recuperare tutti i voti del 2008, come dicono i sondaggisti. Nel 2008 avevamo il 37,4 per cento dei voti. Dopo la fondazione del Pdl arrivammo al 42 per cento. Da focus fatti al nord, al centro, e al sud risulterebbe oggi che praticamente nessuno di quegli elettori che allora ci diedero fiducia sarebbero non disposti oggi a votarci».

RIFORME ED EUROPA – Berlusconi torna a lamentare i pochissimi poteri che ha il presidente del Consiglio in Italia e insiste: «Bisogna cambiare l’architettura dello Stato e per farlo è necessario che un solo partito abbia la maggioranza e perché sia così i cittadini devono votare» bene ovvero «non disperdere il voto per i piccoli partiti». Parlando poi delle critiche arrivate dopo la sua decisione di avanzare la candidatura per palazzo Chigi dice: «Eufesmisticamente si può parlare di malintesi. Penso che ci sia molta malizia nella presa di posizione» di alcuni esponenti europei. E aggiunge: «Io sono sempre stato europeista, ho sempre detto che non vorrei meno Europa, ma più Europa».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Probabilmente il Signor Berlusconi piuttosto che scendere in campo per le prossime elezioni politiche dovrebbe recarsi da un bravo psichiatra che lo possa aiutare ad uscire dalla sua follia.

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