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Opinioni e commenti
 

Bersani a colloquio da Monti, il Professore faccia le sue scelte ma noi vinceremo
Pubblicato il 18-12-2012


Dopo il colloquio di ieri tra Bersani e Monti le strade del Pd e del Professore sono più lontane: se, come sintetizza il segretario Pd, il Professore “è ancora in fase di valutazione” sul suo futuro politico, i democrats decidono le primarie per i parlamentari e accelerano sulle elezioni con un obiettivo preciso: vincere alla Camera e al Senato con l’ormai consolidata alleanza dei progressisti Psi e Sel per avere una maggioranza autonoma che consenta di governare senza scendere a compromessi o ipotizzare allargamenti o staffette da prima Repubblica. E’ durato mezz’ora il faccia a faccia, ieri pomeriggio a Palazzo Chigi, tra il premier e il candidato premier del centrosinistra. “Il presidente è ancora in fase di valutazione, deciderà lui quello che vorrà dire” si limita a spiegare, al termine, Bersani confermando implicitamente l’annuncio del ministro Riccardi di un discorso del Professore al Paese.

IL PD VA AVANTI CON PSI E SEL – Di più il leader Pd non dice ma da giorni anche tra i democratici gira la convinzione che in qualche forma Monti si impegnerà in politica anche dopo la fine della legislatura. Bersani, come ha ripetuto più volte, avrebbe preferito che il Professore non si mettesse “nella mischia” e, rimanendo al di sopra delle parti, restasse al servizio per qualsiasi ruolo, lui e Bersani avrebbero potuto concordare in caso di vittoria del Pd alle elezioni. In ogni caso, assicura il leader Pd con toni completamente diversi da quelli di Massimo D’Alema, “la nostra opinione è quella che abbiamo sempre detto: che a noi va bene qualsiasi decisione per il presidente del Consiglio”. Ma il fair play e la stima reciproca non cambia la sostanza politica: ora il Pd va avanti per la sua strada con l’alleanza con Sel e Psi e con il candidato premier scelto con le primarie che è Bersani.

BERSANI, DAL PAESE ASPETTATIVA ENORME VERSO NOI – Anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in particolare il riferimento “alla naturale riassunzione da parte delle forze politiche del proprio ruolo sulla base del consenso che gli elettori accorderanno a ciascuna di esse”, conforta il Pd nella strada intrapresa di puntare al massimo del consenso popolare. In questa chiave Bersani è riuscito a piegare dentro il Pd le molte resistenze di big e peones alle primarie dei parlamentari che si svolgeranno il 29 e 30 dicembre. E la convinzione è di potere così recuperare il voto di molti delusi dalla politica che anche a sinistra si erano rifugiati in Beppe Grillo. “Dal paese – assicura Bersani – c’è un’aspettativa enorme verso di noi. La società ci tende la mano in questo passaggio difficile della storia del paese. Oggi iniziamo un percorso totalmente inedito e dobbiamo esprimere una direzione politica con personalità e responsabilità. Potrà essere il più forte lancio possibile della nostra campagna elettorale”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. “……….qualsiasi ruolo, lui e Bersani avrebbero potuto concordare in caso di vittoria del Pd alle elezioni…..” .Era questa la cosa che tutti avevano capito e che ha determinato lo stop and go dei montiani per non perdere troppo a destra, restare “centro” e quindi utili?

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