giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Bersani come Bartali nel ’48
Pubblicato il 03-12-2012


Vinto e vinto bene. Percentuali altissime dove siamo più forti. Lo avevamo detto: finirà come il Tour de France del ’48. Tutti aspettavano la vittoria di Bobet, l’idolo di casa, ma a trionfare fu Bartali. Forza, coraggio e tanta qualità. Una affermazione netta, quella di Bersani, che premia il candidato più credibile per assumere la sfida del governo dell’Italia. Mi sono sentito questa mattina con il leader dei socialisti europei Martin Schulz, al quale ho espresso la soddisfazione per un risultato che conferma la bontà della scelta del Pse. Con questa vittoria è possibile mettere le gambe alle proposte che hanno animato il dibattito delle primarie.

A cominciare dal rinnovamento delle classi dirigenti, un tema che non può e non deve essere archiviato con la sconfitta di Renzi, che spero contribuisca al successo e alla vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni. Con Bersani ha vinto il progetto politico più solido e più utile agli italiani, un’alleanza coesa con un programma condiviso. Un progetto in cui potranno parlare una lingua comune la cultura liberalsocialista e il cattolicesimo democratico. Noi liberi in una coalizione riformista. Ora passione e rinnovamento. Per Amore dell’Italia.

Riccardo Nencini

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