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Opinioni e commenti
 

Bersani, dopo le primarie in Libia per rilanciare l’Italia: «Non vedo l’ora di sfidare Berlusconi»
Pubblicato il 04-12-2012


Dopo il successo delle primarie, il leader del centrosinistra Pier Luigi Bersani, guarda avanti e si prepara all’appuntamento con le elezioni che si terranno probabilmente il prossimo marzo. «Se la sfida sarà quella la faremo. Francamente non vedo l’ora». Così Bersani ha commentato, da Tripoli, dove si trovava per una serie di incontri politici, l’eventuale ricandidatura di Silvio Berlusconi alle prossime legislative. È un Bersani entusiasta che parla con la chiarezza di chi ha in mente un piano per vincere e per assumere, con responsabilità, la guida del Paese. E la sua visione politica si riflette anche nelle risposte che dà ai giornalisti quando gli chiedono che pensa dell’ipotesi di una possibile debolezza del prossimo governo: per il leader della coalizione, il patto per l’Italia firmato con Psi e Sel, è basato su una comunanza di intenti che, in caso di vittoria, porterà il centrosinistra ad una linea di governo chiara, coordinata e diretta. Nulla a che vedere con gli scontri e le divisioni che caratterizzarono l’esperienza del governo Prodi.

LA POLITICA ESTERA E IL RUOLO DELL’ITALIA NEL MEDITERRANEO – Lo aveva detto domenica al teatro Capranica festeggiando la sua elezione. Il programma politico del centrosinistra non può tralasciare il ruolo dell’Italia nella regione del “Mare nostrum”, il Mediterraneo. Pier Luigi Bersani ha parlato proprio del bacino del Mediterraneo come «la nostra casa», centro degli interessi politici e culturali e, anche, di una responsabilità morale che l’Italia ha verso questa regione. Per questo, dalla Libia, Bersani ha ribadito la necessità per l’Italia di ritornare a essere un attore prominente in grado di assumere la leadership. Un ruolo di giuda che si basi sul confronto, sulla discussione e sulla capacità di recepire le necessità e di dare risposte: «in politica estera si discute con gli altri. C’è la discussione e poi la sintesi e la decisione. Siamo in condizione, più di altri, per avere l’apertura sufficiente a reggere un’ottima politica estera».

ELECTION DAY,  PER BERSANI SI DEVONO SEPARARE REGIONALI DA POLITICHE E SFIDA BERLUSCONI – E Bersani ha parlato anche di date per le elezioni. Mentre prosegue il dibattito sull’election day, il leader del centrosinistra ha, infatti, affermato di considerare «sensato tenere separate le regionali dalle politiche». Bersani ha proseguito affermando di voler innanzitutto «capire se Alfano e Berlusconi vogliono, e come, le elezioni politiche a febbraio. Parlare di election day senza capire cosa significa è difficile». «Ci sono norme – afferma Bersani – e varie sentenze per il fatto che ai primi di febbraio si voterà nel Lazio, non è un optional». «Auguri… se sarà sfida la faremo. Non vedo l’ora».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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