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Opinioni e commenti
 

BERSANI VINCE LE PRIMARIE. IL SEGRETARIO DEL PD RINGRAZIA I SOCIALISTI
Pubblicato il 03-12-2012


I dati sono ormai ufficiali e il distacco schiacciante parla da solo. Pier Luigi Bersani da oggi è il candidato premier del centrosinistra. Una vittoria netta per il leader democratico anche grazie al supporto dei socialisti di Nencini e dei vendoliani di Sel. Un successo più che meritato e con percentuali che superano il 60 per cento. Un risultato deludente, invece, per Matteo Renzi che non dovrebbe aver sfondato la quota del 40. La campagna spregiudicata su regole e ballottaggio aperto non ha certo pagato al “rottamatore” di Firenze che ha incassato una sonora sconfitta.

RENZI AMMETTE LA SCONFITTA ALL’AMERICANA – Il sindaco ha ammesso per primo la sconfitta. Fair play all’americana. Via Twitter. “Era giusto provarci -scrive appena diffusi i primi dati- è stato bello farlo insieme. Grazie di cuore a tutti”. Poi la telefonata con Bersani: “Hai vinto, congratulazioni”. Il sindaco gli fa “l’in bocca al lupo” per la sfida che “ci” attende. Al plurale. E gli chiede di “parlare” ai tanti che sono “rimasti fuori dai gazebo”. Fidelizzare il potenziale elettorato Pd che ha guardato a Renzi in queste settimane. Renzi dice che “tornerà un militante del Pd” e farà il sindaco di Firenze.

BERSANI E IL SUPPORTO DEL PSI E DI SEL – Bersani per ora non si sbilancia. Ma nella festa al teatro Capranica, in una Roma allagata dalla pioggia, il segretario mette all’ordine del giorno il rinnovamento. “Da domani devo fare due cose: primo riuscire a dare un forte profilo di governo e di cambiamento al centrosinistra. La seconda: devo predisporre il percorso e gli spazi per dare occasione alla nuova generazione. Sono le due cose che devo fare e le farò”. Quindi, il primo impegno per il neo candidato premier sarà all’estero. Una missione in Libia. Per riprendere il filo di un discorso interrotto dal governo Berlusconi. Quello dell’Italia avanguardia europea nel Mediterraneo. Linea già percorsa da Romano Prodi. Bersani dunque volerà stasera a Tripoli. Una pausa prima delle beghe che subito si troverà ad affrontare. In testa la trattativa, ormai l’ultima possibile, sulla legge elettorale. Quindi il nodo alleanze. Le porte restano aperte ai centristi sebbene il segretario, negli ultimi giorni, sia stato un po’ più duro nello stigmatizzare i tentennamenti della, per ora, frammentata area moderata. E poi l’apporto del segretario del Psi Riccardo Nencini e del leader di Sel Nichi Vendola nella coalizione e quanto il loro supporto fattivo abbia reso possibile la vittoria di ieri sera. Ed infine, il ruolo di Mario Monti nel 2013. Materia per le prossime settimane.

NENCINI (PSI), APRIRE ALLEANZA A CENTRO, CATTOLICI E SOCIALDEMOCRAZIA – “Ora che la coalizione ha un leader condiviso dobbiamo parlare con una sola lingua agli italiani. Dobbiamo partire da un programma condiviso e definire una coalizione che vada sempre più verso il centro, guardare ai cattolici e ai socialdemocratici e proiettarci verso l’Europa”. Così il segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha commentato la vittoria del suo alleato di coalizione Bersani. Per il leader socialista “la vittoria di Bersani consegna agli italiani un’Italia più europea, in linea con programmi di governo che si richiamano al socialismo liberale. Spero che Renzi contribuisca al successo e alla vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni”.

IL NUOVO CANDIDATO PREMIER, SI GOVERNA CON UN POPOLO –  Bersani guarda alla sfida, quella più difficile, che lo attende nel 2013 e annuncia quale sarà l’atteggiamento con cui porterà il Pd e il centrosinistra verso l’appuntamento delle politiche. Intanto dare un “forte profilo di governo e di cambiamento al centrosinistra”. E poi: basta con le promesse che si rivelano solo demagogia. “Nella prossima sfida dobbiamo alzare noi l’asticella per la prossima battaglia: dobbiamo vincere ma non a qualsiasi prezzo e non raccontando favole perché poi non si governa”. E lo faremo, insiste, tutti insieme. “Ora comincia la battaglia vera. Io vi chiedo di metterci ancora una volta tutta la convinzione, tutto l’impegno perché questo viaggio lo facciamo assieme. Qui non c’è l’uomo solo al comando, si governa con un popolo”. Un popolo che bene si riconosce nelle diverse anime del centrosinistra, fatto di democratici, progressisti e riformisti. Una coalizione che ha imparato a dialogare e mantenere la linea su programmi e valori condivisi, una forza che si riconosce nella “Carta d’Intenti” sottoscritta da Pd, Psi e Sel e che intende sulla base di quella governare. Quella consacrata dalle urne ieri si attesta a diventare la futura maggioranza di governo che intende spostare il dibattito fuori dalla palude delle polemiche per affrontare e risolvere le maggiori problematiche che affliggono il Paese e traghettarlo al di là della crisi.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Grazie della censura…la delusione è tanta per un compagno che da anni si batte per la sopravvivenza del partito…un vero partito socialista non censurerebbe mai i commenti di compagni…buon lavoro

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