giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Bilaterale Francia-Italia, avanti con la Tav a partire dal 2014
Pubblicato il 03-12-2012


Tav Torino-Lione, euro ed Europa. Questi i temi trattati durante il vertice bilaterale a Lione, tra il premier Mario Monti e il presidente francese Francois Hollande. Ad accompagnare Monti vi erano anche sette ministri italiani, tra cui il responsabile dello Sviluppo economico, Corrado Passera che ha firmato l’accordo con il responsabile dei Trasporti francese, Frederic Cuviller per la realizzazione della tanto contestata linea ferroviaria ad alta velocità. Affrontando il tema dell’euro e dell’Unione europea, i due leader hanno ribadito l’irreversibilità della moneta unica e sono decisi «a preservarne l’integrità».

FRANCIA E ITALIA, IMPEGNO PER LA TAV Sulla Tav, Italia e Francia hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui viene confermato l’impegno per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità, i cui lavori dovrebbero cominciare agli inizi del 2014. L’accordo raggiunto è stato firmato dal ministro dello Sviluppo economico italiano, Corrado Passera e il responsabile dei Trasporti francese, Frederic Cuviller. Secondo Monti non sarà «troppo difficile spiegare i benefici per l’Italia e l’Europa di questa opera» che dovrebbe favorire il passaggio dal trasporto di merci su gomma a quello su ruota attraverso le Alpi, incrementando il volume degli scambi. Il prossimo bilaterale tra Italia e Francia, ha annunciato il premier, si svolgerà a Torino nel 2013 proprio per evidenziare l’importanza attribuita a quest’opera.

BENE LA SOLUZIONE SULLA GRECIA La soluzione recentemente trovata a favore della Grecia (la scorsa settimana l’Eurogruppo ha deciso di sbloccare la terza tranche di aiuti per il Paese ellenico, ndr) sta avendo conseguenze positive «non soltanto sui tassi di interesse sul debito sovrano italiano, ma anche su quelli della Francia, che non aumentano» ha reso noto il capo dell’Eliseo. «Siamo ai livelli più bassi storicamente» ha poi aggiunto, sottolineando gli effetti positivi non solo sui debiti degli Stati, «che si finanziano a costi minori, ma anche per le imprese».

Silvia Sequi


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