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Opinioni e commenti
 

Bufera nel 5Stelle: tra polemiche e dissidenti, le “parlamentarie” rischiano il flop
Pubblicato il 06-12-2012


Scoppia il caos in casa Grillo. Le “parlamentarie”, ovvero le elezioni primarie telematiche promosse dal Movimento 5Stelle, rischiano di trasformarsi in un boomerang. Mentre sono ancora in corso le votazioni online dei candidati che si sfidano a colpi di curricula e video su Youtube, i dissidenti dell’Emilia alzano il tono della polemica nei confronti di Beppe Grillo. Favia, Salsi e l’ex Tavolazzi provano ad approfittare proprio delle primarie “grilline” per avanzare dubbi sulla effettiva democraticità del voto: a loro dire alcuni militanti sarebbero stati esclusi dalle liste dei candidati. Un bel pasticcio per il comico genovese che, proprio pochi giorni fa, aveva liquidato la grande prova di partecipazione e democrazia messa in piedi con le Primarie del centrosinistra, bollandola come una pagliacciata senza significato.

LE PERPLESSITA’ ARRIVANO ANCHE DEI MILITANTI 5STELLE – Al gruppo di dissidenti, si aggiungono poi le “perplessità” di alcuni militanti genovesi che sollevano dubbi circa l’effettiva validità di uno strumento come la rete: per il gruppo di militanti, infatti, «la rete non basta a scegliere i candidati» perché non bisogna «dimenticarsi di parlare alle persone». Sono accuse alle quali il blogger genovese non replica. Insomma, anche alla luce dei recenti casi di “epurazione” interni al Movimento, sembra proprio che al “leader maximo” non vada giù di dover affrontare delle critiche o un dialogo costruttivo. Sul suo sito, invece, unico strumento attraverso il quale Grillo comunica in questi giorni, il comico torna ad attaccare politici e istituzioni. Lo fa indirettamente con la presentazione del “Calendario dei Santi Laici 2013”. Si tratta di un elenco di morti «eccellenti» dal dopoguerra ad oggi, vittime della mafia o di stragi come quelle di Ustica, di Piazza Fontana o della stazione di Bologna.

IL CALENDARIO DI GRILLO – Il “calendario” è accompagnato da un commento del leader a cinque stelle: «Una somma di indizi di sangue, di bombe, di stragi, lunga decenni, fa una prova. La prova che l’Italia è fuori controllo, che l’Italia è una Nazione, ma non uno Stato». Per Grillo «i mandanti diretti, i suggeritori, i corresponsabili vanno cercati anche, o soprattutto, negli interessi di altri Stati. Interessi di frequente evidenti come la luce di una supernova». Ancora un volta, come nel caso dell’appello alla polizia di schierarsi dalla parte dei manifestanti di qualche giorno fa, il blogger genovese sembra rivolgersi soprattutto ai rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura: il lungo elenco di vittime, indicata nel calendario con un giorno a loro dedicato, è formato infatti, per la maggior parte, da esponenti di polizia e carabinieri anche se non mancano sindacalisti, politici e comuni cittadini. Grillo, in chiusura, punta poi il dito contro «alcuni politici e alcune Istituzioni» che «parlano di cessione di parte della nostra sovranità nazionale come se fosse una panacea, una soluzione ai mali dell’Italia».

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