mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Campania, ai domiciliari consigliere regionale Pdl per truffa aggravata e peculato
Pubblicato il 20-12-2012


Continuano i blitz della Guardia di Finanza nelle sedi delle Regioni italiane. Oggi è stato il turno della Campania e per il consigliere regionale Massimo Ianniciello del Pdl sono scattate le manette. Il politico è accusato di truffa aggravata e peculato. Sono in corso perquisizioni anche presso l’ufficio e l’abitazione dell’ex capogruppo azzurro, Fulvio Martusciello – oggi consigliere delegato per le attività produttive – che avrebbe dovuto accertare la regolarità dei rimborsi che vengono elargiti dai capigruppo ai singoli consiglieri. Martusciello è sottoposto a indagini con l’accusa di concorso in peculato con Ianniciello.

L’ACCUSA A IANNICIELLO – Secondo l’accusa Ianniciello, che si trova agli arresti domiciliari, avrebbe percepito – in modo illecito – un rimborso di circa 63.800 euro, presentando fatture relative a operazioni mai esistite. In particolare, il consigliere regionale, per ottenere il rimborso, avrebbe esibito fatture emesse da società fantasma di Bacoli (in provincia di Napoli) che ha, nella sua ragione sociale, l’attività di commercio all’ingrosso di rottami e formalmente è amministrata da due cittadini svedesi, risultati poi irreperibili in Italia e domiciliati presso un’agenzia di viaggi. Secondo le indagini delle Fiamme Gialle il rappresentante operativo di questa società è risultato un pregiudicato che ha precedenti per spaccio di droga e ricettazione di assegni rubati. Nei riguardi del consigliere regionale Pdl è stato eseguito anche un decreto di sequestro dello stabile, fino all’ammontare di 63.800 euro, pari alla somma della presunta truffa.

L’INCHIESTA DI NAPOLI – L’arresto di Ianniciello rientra nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm di Napoli Giancarlo Novelli e coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco che concerne l’uso dei fondi pubblici destinati ai gruppi politici del consiglio regionale della Campania. La cifra totale è di circa 4 milioni e mezzo, di cui circa 1 e mezzo utilizzato dai consiglieri senza obbligo di rendicontazione. L’indagine madre è quella che vede indagato, con l’accusa di corruzione e abuso d’ufficio, un altro consigliere regionale Udeur, Ugo De Flaviis.

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